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Politica

Trieste sotto assedio turistico: "Serve una nuova politica industriale o sarà il declino sociale"

Luca Marsi·
Trieste sotto assedio turistico: "Serve una nuova politica industriale o sarà il declino sociale"

Le immagini di una Trieste invasa da turisti nelle ultime settimane hanno acceso i riflettori su una questione sempre più urgente: è davvero sostenibile il modello turistico che la città sta inseguendo? E soprattutto, è vantaggioso per tutti o solo per pochi?

Un boom turistico che non fa bene a tutti

A lanciare l’allarme è il movimento Democrazia Sovrana Popolare-FVG, che invita a una riflessione sul reale impatto del turismo sulla vita quotidiana dei cittadini. Se da un lato si parla di economia in crescita e di una città “attrattiva”, dall’altro lato cresce il disagio sociale: affitti alle stelle, precarietà lavorativa, servizi pubblici in affanno e una popolazione residente che continua a calare.

Turismo per pochi, disagio per molti

Secondo il movimento, i benefici del turismo si concentrano in una ristretta fascia della popolazione, mentre la maggioranza subisce gli effetti negativi di una trasformazione urbana incontrollata. Tra i nodi più critici: l’impennata dei prezzi delle case, l’aumento degli affitti brevi e la precarizzazione del lavoro stagionale, che ha sostituito molte delle professioni qualificate dell’industria.

Dalla Ferriera al Cantiere San Marco: una città che ha perso la sua vocazione produttiva

Trieste – ricordano da Democrazia Sovrana Popolare-FVG – era un tempo una città viva, produttiva e con una forte identità industriale. Oggi, dopo la chiusura del Cantiere San Marco e la dismissione dell’area a caldo della Ferriera, si trova a fare i conti con una grave crisi occupazionale e con un progressivo spopolamento. La città, oggi, non raggiunge nemmeno più i duecentomila abitanti.

Una proposta concreta per un futuro diverso

Il movimento chiede un cambio di rotta netto e presenta alcune priorità:

  • una vera politica industriale che crei posti di lavoro stabili e qualificati
  • investimenti pubblici comunali nei servizi essenziali, oggi troppo spesso esternalizzati
  • un piano di edilizia popolare per contrastare il caro-affitti e garantire il diritto alla casa

Serve una visione a lungo termine, non spot a breve scadenza

La richiesta è chiara: Trieste ha bisogno di un progetto di sviluppo che vada oltre la rendita turistica. Serve ricostruire un tessuto sociale e lavorativo stabile, puntare su industria, formazione, edilizia pubblica e servizi, restituendo dignità e futuro ai triestini.

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