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Politica

Trieste, PD attacca sul caso mensa alla Sauro: «Non possono esistere bambini di serie A e di serie B»

redazione·
Trieste,  PD attacca sul caso mensa alla Sauro: «Non possono esistere bambini di serie A e di serie B»

Il caso della mensa alla scuola primaria Sauro approda nuovamente al centro del dibattito politico cittadino. A intervenire sono la consigliera comunale del Partito Democratico Rosanna Pucci e la segretaria provinciale del PD Maria Luisa Paglia, che chiedono al Comune di trovare una soluzione per garantire il servizio di refezione a tutti gli alunni delle future classi prime a tempo pieno.

Secondo le esponenti dem, la questione va oltre il numero degli studenti coinvolti e investe direttamente il principio di uguaglianza nella scuola pubblica.

«La mensa è parte integrante del tempo pieno»

Pucci ricorda che il gruppo consiliare ha presentato una mozione con l'obiettivo di individuare rapidamente una soluzione che permetta a tutti gli alunni di usufruire del servizio.

«La mensa fa parte del tempo pieno e nessuna famiglia dovrebbe essere costretta a sostenere costi aggiuntivi a causa di una scelta organizzativa dell'Amministrazione», afferma la consigliera, chiedendo che il Comune valuti ogni possibile intervento. Qualora il servizio non fosse immediatamente estendibile, il PD propone che Palazzo Cheba si faccia carico della differenza economica sostenuta dalle famiglie.

«Un messaggio educativo sbagliato»

Maria Luisa Paglia punta invece l'attenzione sulle possibili conseguenze sociali della vicenda.

«È difficile immaginare una situazione più discriminante di bambini della stessa età, iscritti allo stesso tempo pieno e seduti nello stesso refettorio, ma con diritti diversi», sostiene, evidenziando come alcuni potrebbero accedere alla mensa comunale mentre altri dovrebbero ricorrere a un servizio privato a pagamento.

Per la segretaria provinciale del PD una simile distinzione rischierebbe di trasmettere un messaggio contrario ai principi di inclusione e pari opportunità che la scuola dovrebbe garantire.

«Il fabbisogno era noto da tempo»

Pucci e Paglia contestano inoltre che il problema possa essere ricondotto esclusivamente a motivi organizzativi. Richiamano infatti quanto sostenuto dal presidente del Comitato dei genitori della scuola, Giacomo Bracali, secondo cui il fabbisogno relativo al servizio mensa sarebbe stato comunicato con largo anticipo all'Amministrazione comunale.

Le due esponenti ricordano anche la lettera inviata dal Comitato dei genitori all'assessore competente e le oltre 600 firme raccolte a sostegno della richiesta, ritenendo che il tema rappresenti una questione di equità e di corretta programmazione dei servizi scolastici.

L'appello al Comune

Il Partito Democratico chiede infine che la decisione venga rivista prima dell'avvio del nuovo anno scolastico.

«Non è accettabile che una famiglia debba rinunciare alla scuola scelta per il proprio figlio oppure affrontare centinaia di euro di spese aggiuntive per un servizio garantito ad altri bambini della stessa classe», concludono Pucci e Paglia. «Quando si parla di diritto allo studio e pari opportunità, non possono esistere alunni di serie A e alunni di serie B».

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