Trieste, Governa attacca i controlli ai confini: “I cittadini non percepiscono più sicurezza”
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Il dibattito sulla sicurezza e sui controlli ai confini torna ad accendersi a Trieste. A intervenire è Arturo Governa, segretario comunale di Azione, che prende spunto dalle recenti dichiarazioni del ministro degli Interni sloveno per contestare l'attuale strategia adottata dal Governo italiano.
Secondo Governa, l'affermazione secondo cui l'abolizione dei controlli ai confini non comporterebbe una diminuzione della sicurezza rappresenta una visione profondamente diversa rispetto a quella sostenuta dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Per l'esponente di Azione, la differenza non riguarda soltanto i controlli di frontiera, ma il concetto stesso di sicurezza e il modo in cui le risorse delle forze dell'ordine dovrebbero essere impiegate.
Governa osserva come la linea di confine terrestre tra Italia e Slovenia si sviluppi per decine di chilometri e sostiene che concentrare uomini e mezzi su un singolo valico rappresenti una strategia poco efficace rispetto alle esigenze del territorio.
Secondo il segretario comunale di Azione, la priorità dovrebbe essere quella di rafforzare la presenza delle forze dell'ordine nelle città e nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini, attraverso controlli mirati e una presenza costante sul territorio.
Nella sua riflessione, Governa richiama anche il tema della percezione della sicurezza, sostenendo che molti cittadini continuino a manifestare preoccupazioni e timori nonostante le misure adottate negli ultimi anni.
Da qui la critica alle politiche che puntano principalmente sull'annuncio di chiusure e controlli alle frontiere. Secondo l'esponente di Azione, la sicurezza percepita e quella reale si costruiscono soprattutto attraverso una presenza concreta e visibile delle forze dell'ordine nei quartieri e nei luoghi della vita quotidiana.
Le dichiarazioni si inseriscono in un confronto che a Trieste resta particolarmente acceso, vista la posizione geografica della città e il ruolo che il tema della rotta balcanica continua ad avere nel dibattito politico locale e nazionale.
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