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Politica

Trieste, giovane pakistano al gazebo di Futuro Nazionale: «Ha detto di condividere nostre posizioni»

redazione·
Trieste, giovane pakistano al gazebo di Futuro Nazionale: «Ha detto di condividere nostre posizioni»

La presenza di diversi cittadini stranieri al gazebo di Futuro Nazionale e, in particolare, il confronto con un giovane pakistano che avrebbe espresso vicinanza ad alcune posizioni del movimento. È quanto racconta Angelo Lippi di Futuro Nazionale, tornando sul presidio organizzato sabato 19 settembre in piazza Puecher, nel rione di San Giacomo a Trieste.

Nel suo intervento Lippi riferisce di una partecipazione significativa da parte degli abitanti della zona e concentra l'attenzione soprattutto sul tema della sicurezza, per poi soffermarsi su alcuni incontri avvenuti durante l'iniziativa.

«Sono venuti tanti cittadini del quartiere»

Lippi descrive San Giacomo come uno dei rioni più multietnici di Trieste e sostiene che sia anche, a suo giudizio, tra quelli maggiormente esposti a problemi legati alla sicurezza.

«Il nostro intervento è stato molto partecipato», afferma Lippi. «Sono venuti tanti cittadini del quartiere per chiedere vicinanza e comunque sollecitare le istituzioni, in particolare sul problema sicurezza, ma non solo».

Si tratta di considerazioni espresse dallo stesso esponente di Futuro Nazionale nel raccontare la giornata e le richieste che, secondo quanto riferisce, sarebbero arrivate dalle persone presenti.

Lippi: «Mi ha colpito la presenza di molti stranieri»

A sorprendere maggiormente Lippi sarebbe stata però la presenza al gazebo di diversi cittadini stranieri.

«La cosa curiosa che ci ha colpito, che mi ha colpito nel particolare, è stata la frequentazione del gazebo da parte di molti stranieri», racconta.

Secondo quanto riferito da Lippi, alcune persone si sarebbero avvicinate per chiedere informazioni e conoscere meglio le iniziative di Futuro Nazionale. Qualcuno, aggiunge, avrebbe anche deciso di aderire.

«Sono venuti degli albanesi, dei serbi e qualcuno si è anche iscritto al partito», afferma.

«Non siamo un movimento che odia a prescindere gli stranieri»

Lippi collega quanto avvenuto al gazebo anche alla percezione che, secondo lui, esisterebbe nei confronti di Futuro Nazionale.

«Tutti si immaginano che Futuro Nazionale sia un partito xenofobo, un movimento che odia a prescindere gli stranieri. Ovviamente non è così e la cosa è molto più argomentata, è molto più complessa», sostiene.

Proprio in questo contesto Lippi introduce l'episodio che, racconta, lo avrebbe maggiormente colpito durante il presidio.

L'incontro con un giovane pakistano

Secondo Lippi, al gazebo si sarebbe avvicinato anche un ragazzo pakistano, indicato nel racconto con il nome di Tamir.

Il giovane avrebbe spiegato di conoscere Futuro Nazionale e di provare una certa vicinanza nei confronti delle sue posizioni.

Lippi sottolinea più volte di voler riportare il colloquio senza formulare un proprio giudizio: «Lo racconto, non lo commento», precisa, invitando chi ascolta a farsi una propria opinione.

Sempre secondo quanto riferito da Lippi, il ragazzo avrebbe raccontato di trovarsi in Italia da quattro anni, di essere regolarmente presente sul territorio nazionale e di lavorare come carpentiere.

Le parole attribuite al giovane sull'immigrazione

Lippi riferisce quindi le considerazioni che il giovane avrebbe espresso sul tema dell'immigrazione.

Secondo il racconto, Tamir avrebbe sostenuto di condividere alcune posizioni di Futuro Nazionale perché ritiene che i flussi migratori siano troppo consistenti rispetto alle possibilità del Paese.

Lippi gli attribuisce inoltre considerazioni critiche nei confronti di alcuni stranieri che, a suo giudizio, non rispetterebbero le istituzioni, la cultura e la religione maggioritaria del Paese in cui vivono.

È importante precisare che queste sono parole attribuite al giovane da Lippi nel suo racconto e che le generalizzazioni riferite rappresentano opinioni riportate, non fatti accertati.

«Ho ricevuto anche troppo dall'Italia»

Nel racconto di Lippi, il giovane avrebbe parlato anche della propria esperienza personale in Italia.

Avrebbe spiegato di ritenere di aver ricevuto molto dal Paese, facendo riferimento anche a una casa, e avrebbe ribadito la propria contrarietà a un'accoglienza che considera indiscriminata.

Il punto centrale del ragionamento attribuito al giovane riguarda il rispetto delle regole e del Paese ospitante. Secondo quanto riportato da Lippi, l'Italia dovrebbe accogliere persone che rispettino le istituzioni, la cultura e l'identità del Paese.

Lippi: «Mi ha colpito, voglio sentire la vostra opinione»

Al termine del confronto, Lippi racconta di avere stretto la mano al giovane e di averlo ringraziato.

L'esponente di Futuro Nazionale sceglie quindi di non aggiungere ulteriori valutazioni personali sull'episodio, spiegando di voler lasciare spazio al confronto.

«Do a voi la parola», conclude, dicendosi interessato a conoscere le opinioni suscitate dall'incontro.

Il racconto del presidio di Futuro Nazionale a San Giacomo diventa così, nelle parole di Lippi, anche uno spunto di discussione sul rapporto tra immigrazione, integrazione, rispetto delle regole e partecipazione politica.

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