giovedì 29 ottobre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
29/09 Studio Sandrinelli
Breaking
Trieste, lo sfogo sulle coppie al ristorante: «Che fine ha fatto il piedino sotto al tavolo?» ◆ Trieste, Dambrosi (Lista Dipiazza): «Per anni abbiamo sentito parlare di immigrati come di risorse» ◆ Gettoni nelle Circoscrizioni, Dambrosi: «112,45 euro per agosto. Il lavoro non finisce con una seduta» ◆ Settima Circoscrizione, si dimette il giovane Matteo Lakošeljac e attacca tutti ◆ Piazza Libertà, Fornasir: «Ragazzini afghani con scarpe distrutte. pena maggiore per i bambini» ◆ Trieste, l’aperitivo prende il largo: un triestino immagina salotti galleggianti sul Canal Grande ◆ Trieste si prepara a un Halloween da brividi: feste, spettacoli e locali scatenati (VIDEO) ◆ Fisico perfetto in due settimane? Gabriele Auber smonta i falsi miti del fitness sui social ◆ Trieste, pranzo in osmiza: il piacere di stare a tavola sul Carso ◆ Trieste Trasporti, Marzi difende il servizio: «Una fermata di media ogni 250 metri» (VIDEO) ◆ Sicurezza a Trieste e non: «Servono leggi straordinarie per momenti straordinari» (VIDEO) ◆ Eventi a Trieste, Miguel Selekta: «Social fondamentali, ma il passaparola rafforza la serata» (VIDEO) ◆ Trieste, Halloween sfida Capodanno: «La gente esce e si diverte con meno aspettative» (VIDEO) ◆ Movida a Trieste, Luca Zini: «Servono spazi per i giovani, non basta reprimere il divertimento» (VIDEO) ◆ Trieste, Camber su Cervesi candidato sindaco: «Una bella novità, spero convinca chi non vota» (VIDEO) ◆ Trieste, lo sfogo sulle coppie al ristorante: «Che fine ha fatto il piedino sotto al tavolo?» ◆ Trieste, Dambrosi (Lista Dipiazza): «Per anni abbiamo sentito parlare di immigrati come di risorse» ◆ Gettoni nelle Circoscrizioni, Dambrosi: «112,45 euro per agosto. Il lavoro non finisce con una seduta» ◆ Settima Circoscrizione, si dimette il giovane Matteo Lakošeljac e attacca tutti ◆ Piazza Libertà, Fornasir: «Ragazzini afghani con scarpe distrutte. pena maggiore per i bambini» ◆ Trieste, l’aperitivo prende il largo: un triestino immagina salotti galleggianti sul Canal Grande ◆ Trieste si prepara a un Halloween da brividi: feste, spettacoli e locali scatenati (VIDEO) ◆ Fisico perfetto in due settimane? Gabriele Auber smonta i falsi miti del fitness sui social ◆ Trieste, pranzo in osmiza: il piacere di stare a tavola sul Carso ◆ Trieste Trasporti, Marzi difende il servizio: «Una fermata di media ogni 250 metri» (VIDEO) ◆ Sicurezza a Trieste e non: «Servono leggi straordinarie per momenti straordinari» (VIDEO) ◆ Eventi a Trieste, Miguel Selekta: «Social fondamentali, ma il passaparola rafforza la serata» (VIDEO) ◆ Trieste, Halloween sfida Capodanno: «La gente esce e si diverte con meno aspettative» (VIDEO) ◆ Movida a Trieste, Luca Zini: «Servono spazi per i giovani, non basta reprimere il divertimento» (VIDEO) ◆ Trieste, Camber su Cervesi candidato sindaco: «Una bella novità, spero convinca chi non vota» (VIDEO) ◆
Politica

Gettoni nelle Circoscrizioni, Dambrosi: «112,45 euro per agosto. Il lavoro non finisce con una seduta»

redazione·
Gettoni nelle Circoscrizioni, Dambrosi: «112,45 euro per agosto. Il lavoro non finisce con una seduta»

«Il 30 settembre, come consigliere circoscrizionale, ho ricevuto il compenso di 112,45 euro. Sono i gettoni delle presenze di agosto». Parte da una cifra precisa l’intervento di Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione di Trieste, che sui social affronta il tema dei compensi e rivendica il lavoro svolto al fianco dei residenti, ben oltre la partecipazione alle sedute.

Il suo messaggio mette al centro una distinzione: il gettone è legato alle presenze, ma l’impegno di un rappresentante del territorio, nella sua lettura, comprende ascolto, segnalazioni, confronto con gli uffici e ricerca di risposte ai problemi quotidiani.

«Il compito di un consigliere circoscrizionale non si ferma però alla mera presenza nel parlamentino ad alzare la mano nel momento adatto», scrive Dambrosi. Una presa di posizione con cui difende il significato dell’incarico e il rapporto costruito con i cittadini nel corso di cinque anni.

«Rispondere ai cittadini e cercare di risolvere i problemi»

Per Dambrosi, il lavoro circoscrizionale si misura anzitutto nella disponibilità a confrontarsi con chi vive il rione. Significa rispondere in modo competente alle critiche su una scelta, leggere messaggi, raccogliere segnalazioni e cercare di affrontare le problematiche portate all’attenzione delle istituzioni.

La consigliera descrive anche la fatica di questo percorso, ricorrendo a un’immagine netta: «Sbattere la testa contro un muro di gomma a fianco dei cittadini».

Il punto del suo intervento è proprio la continuità dell’impegno. La seduta rappresenta un momento dell’attività, mentre il rapporto con i residenti prosegue anche fuori dal parlamentino, attraverso richieste e verifiche che non coincidono con il tempo trascorso in aula.

La candidatura e le porte da aprire

Nel post, Dambrosi torna alle motivazioni che l’hanno portata a candidarsi. «Quando ho scelto di candidarmi non avevo nessuna intenzione di cercare una poltrona», afferma.

Racconta che le era stata proposta una candidatura direttamente per il Consiglio comunale, ma di non essersi sentita sufficientemente preparata. Una valutazione personale che accompagna il ricordo delle difficoltà incontrate prima dell’ingresso nelle istituzioni.

L’obiettivo, spiega, era «aprire alcune porte che mi erano state sbattute in faccia» durante l’esperienza nel Comitato Genitori e nella vita quotidiana. La scelta della Circoscrizione viene così presentata come il tentativo di trasformare quelle difficoltà in una possibilità di intervento.

«I cittadini sono i miei mille occhi sul territorio»

La consigliera ricorda anche il modo in cui, inizialmente, raccontava il proprio lavoro sui social: pubblicava le piccole conquiste, da un rappezzo al cambio di un gradino.

Interventi circoscritti, ma legati alle esigenze concrete di chi abita e percorre ogni giorno le strade del quartiere. A far emergere quelle necessità, sottolinea, sono stati gli stessi residenti.

«I cittadini erano e sono i miei mille occhi sul territorio», scrive Dambrosi, aggiungendo di non contare più quante mozioni, segnalazioni e interrogazioni abbia presentato in questi cinque anni.

Nel suo racconto, il rapporto con la comunità è quindi parte essenziale dell’attività istituzionale: permette di individuare ciò che non funziona e di portarlo all’attenzione degli uffici competenti.

I risultati e il lavoro con gli uffici tecnici

Dambrosi spiega di aver cambiato, nel tempo, il modo di comunicare gli interventi. Oggi ritiene che i risultati debbano essere riconoscibili soprattutto da chi aveva chiesto una soluzione, senza la necessità di rivendicarli continuamente.

«Ora ritengo che i risultati siano davanti agli occhi di chi ha richiesto l’intervento, senza bisogno di autoincensarmi», afferma.

Il riconoscimento viene esteso agli uffici tecnici, con i quali descrive un lavoro condiviso: «Abbiamo fatto, gli uffici tecnici ed io, semplicemente il nostro dovere».

È una lettura dell’incarico che insiste sulla funzione di collegamento tra cittadini e amministrazione, sulla capacità di raccogliere le richieste e di seguirne il percorso.

La critica a chi riduce tutto a un voto

Nella parte conclusiva del post, il tono diventa più polemico. Dambrosi ribadisce che il compito di un consigliere è «stare vicino e dalla parte dei cittadini» e che l’impegno non termina quando si chiude una seduta.

Rivolge quindi una critica, senza indicare nomi, a chi interpreta diversamente il ruolo. Secondo la sua valutazione, chi non ha instaurato un rapporto con i residenti rischia di non vedere ciò che non funziona nel proprio rione e di ridurre il significato del gettone a quello di un compenso per un singolo voto.

La cifra dei 112,45 euro, riferita dalla consigliera alle presenze di agosto e ricevuta il 30 settembre, diventa così il punto di partenza di una riflessione più ampia: che cosa significhi rappresentare un territorio e quanto lavoro si svolga tra una seduta e quella successiva.

Articoli correlati