Trieste, Futuro Nazionale sul caso della donna aggredita: «Silenzio politico e sociale è una vergogna»

FOTO DI REPERTORIOUna presa di posizione durissima sul caso della donna triestina che, secondo quanto richiamato nella nota, sarebbe stata picchiata e rapinata lo scorso 28 luglio in via Caduti sul Lavoro, con accertamenti che riguarderebbero anche l'ipotesi di una violenza sessuale.
A intervenire è Angelo Lippi, referente del Comitato Costituente di Futuro Nazionale a Trieste, che concentra la propria critica sulla posizione dei quattro indagati e sul fatto che non si trovino in custodia cautelare.
Va precisato che le persone coinvolte sono indicate come indagate e che responsabilità, ricostruzione dei fatti ed eventuali contestazioni definitive dovranno essere stabilite nelle sedi competenti.
«Non discutiamo la procedura, discutiamo il principio»
Lippi afferma di non voler mettere in discussione il funzionamento tecnico della procedura giudiziaria, ma di voler sollevare una questione politica e di principio.
«Denunciamo pubblicamente una circostanza che riteniamo intollerabile: una donna triestina è stata picchiata, rapinata e forse violentata il 28 luglio in via Caduti sul Lavoro, e la legge permette che i quattro indagati non siano trattenuti».
Poi aggiunge: «Non discutiamo la procedura, discutiamo il principio: è inaccettabile che, di fronte a un'aggressione di tale brutalità, il sistema consenta che gli indagati non siano in custodia cautelare».
Si tratta della posizione politica espressa da Futuro Nazionale. L'applicazione di eventuali misure cautelari dipende invece dai presupposti previsti dalla legge e dalle valutazioni dell'autorità giudiziaria.
L'attacco sul silenzio attorno alla vicenda
Lippi allarga poi la propria critica alla reazione pubblica seguita al caso.
«È un fatto gravissimo e il silenzio delle realtà che dovrebbero difendere le donne è una vergogna: nessuna mobilitazione femminista, i partiti non pervenuti, piazze deserte salvo per una lodevole iniziativa di un Comitato civico indipendente».
Anche in questo caso si tratta della valutazione espressa dal referente di Futuro Nazionale, che contesta quella che considera una mobilitazione insufficiente rispetto alla gravità della vicenda descritta.
«Si parla ogni giorno di violenza di genere»
Il ragionamento viene collegato al più ampio dibattito sulla violenza contro le donne.
«In un momento storico in cui si parla ogni giorno di violenza di genere, questa indifferenza è una responsabilità politica enorme», sostiene Lippi.
Secondo il referente triestino, un episodio di questa natura avrebbe dovuto produrre una reazione pubblica e politica molto più forte.
Le domande sulla posizione degli indagati
Futuro Nazionale chiede quindi chiarimenti sulla situazione dei quattro indagati.
Lippi domanda «risposte immediate sul perché la legge permetta questa situazione» e solleva anche il tema dell'eventuale possibilità che le persone coinvolte possano essersi allontanate.
Nel comunicato non vengono tuttavia forniti elementi che consentano di stabilire se ciò sia effettivamente avvenuto. La questione viene quindi posta da Lippi come interrogativo e preoccupazione politica, non come circostanza accertata.
La richiesta di chiarire il contesto della vicenda
Nella parte conclusiva della nota viene chiesta anche «la verità sul contesto criminale che circonda questa aggressione».
Una richiesta con la quale Futuro Nazionale sollecita ulteriori chiarimenti sulla vicenda, mentre gli accertamenti giudiziari restano il terreno nel quale dovranno essere definite le responsabilità individuali e l'esatta ricostruzione di quanto accaduto.
Il messaggio politico di Lippi resta comunque netto: davanti a un caso che descrive come estremamente grave, Futuro Nazionale chiede più attenzione pubblica, risposte sulla posizione degli indagati e una presa di posizione più forte sul tema della violenza contro le donne.
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