Russo rilancia la sfida sul Porto Vecchio: «Decide quale Trieste vogliamo diventare»

Il Porto Vecchio come "madre di tutte le battaglie" politiche di Trieste, un'area sulla quale, secondo Francesco Russo, si gioca non soltanto una grande operazione urbanistica, ma la scelta del modello di città per i prossimi decenni.
È uno dei passaggi più forti dell'intervento del vicepresidente del Consiglio regionale all'evento del Partito Democratico "Porto Vecchio: tra opportunità di sviluppo e speranze tradite", svoltosi in piazza Puecher con Rossana Zagaria, Carlo De Donato, Sergio Persoglia e Gianfranco Depinguente.
«Siamo ancora qua dopo 40 anni»
Russo ha scelto parole nette per sintetizzare il peso politico che attribuisce all'area.
«Siamo ancora qua dopo 40 anni, è la madre di tutte le battaglie Porto Vecchio. Tutto il resto sono armi di distrazione di massa», ha dichiarato.
Secondo la lettura proposta dal vicepresidente del Consiglio regionale, proprio attorno al Porto Vecchio si sarebbero sviluppati alcuni dei confronti decisivi della politica triestina degli ultimi decenni.
«Porto Vecchio è la vera battaglia politica su cui si sono decisi i destini della politica triestina negli ultimi 40 anni», ha sostenuto Russo durante il suo intervento.
Un lungo viaggio nella storia politica dell'area
Russo ha ripercorso diversi passaggi del passato, richiamando il progetto Fiat-Generali degli anni Ottanta, l'esperienza di "Trieste Futura" e Federico Pacorini, il progetto Expo e successivamente la stagione politica di Roberto Cosolini.
La sua ricostruzione è stata utilizzata per sostenere una tesi precisa: secondo Russo, Trieste avrebbe avuto più volte la possibilità di imprimere una svolta alla riqualificazione del Porto Vecchio, senza riuscire a trasformare quelle occasioni in un progetto definitivo.
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha attribuito precise responsabilità politiche al centrodestra triestino, ricostruzione che rappresenta la posizione espressa da Russo nel corso dell'incontro.
La battaglia sul futuro
Ma per Russo la questione non può rimanere confinata al passato.
Il Porto Vecchio, nella sua impostazione, deve diventare uno dei temi attorno ai quali costruire una proposta alternativa per il futuro di Trieste.
«Facciamone la bandiera, invece, di un'idea radicalmente diversa di città, una città aperta da ogni punto di vista», ha concluso Russo.
Il messaggio politico lanciato da piazza Puecher è dunque quello di trasformare Porto Vecchio da terreno di uno scontro che dura da decenni a elemento centrale di una nuova progettualità cittadina.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

