Trieste, Danielis (M5S): «Abbiamo bisogno che la nostra città torni ad essere la città dei triestini» (VIDEO)
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Trieste deve tornare a essere innanzitutto una città nella quale i suoi residenti possano vivere, trovare casa, accedere ai servizi e costruire il proprio futuro. È uno dei messaggi centrali lanciati da Elena Danielis, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle e consigliera della sesta circoscrizione, intervenuta sabato 8 agosto 2026 nella diretta di Trieste Cafe “Un capo in B con...”, condotta da Luca Marsi dal Citybar Tergesteo.
Interpellata su quale sia il problema più urgente che la prossima amministrazione comunale dovrebbe affrontare, Danielis ha allargato immediatamente il campo, individuando tre questioni che, pur non essendo principalmente di competenza comunale, incidono in maniera diretta sulla quotidianità della popolazione.
«Il problema della sanità, il problema del lavoro e il problema della casa sono tutti problemi in realtà di rilevanza regionale», ha spiegato, ricordando che Ater, azienda sanitaria e competenze sulle attività produttive appartengono principalmente al livello regionale. Allo stesso tempo, però, si tratta a suo giudizio dei temi «che più impattano la vita dei triestini».
Il ruolo che può avere il Comune
L'assenza di una competenza diretta, secondo Danielis, non significa che Palazzo Cheba debba limitarsi ad assistere agli sviluppi senza intervenire.
«Quello che può fare un'amministrazione comunale è chiedere, collaborare e sviluppare progetti», ha affermato. Per la rappresentante pentastellata il Comune può soprattutto contribuire a creare «le condizioni per uno sviluppo più sostenibile, più integrato e più vicino alle esigenze della cittadinanza, più che a quelle dei turisti».
Da qui la frase che sintetizza una parte importante della sua visione politica della città: «Abbiamo bisogno che la nostra città torni ad essere la città dei triestini».
Un'espressione destinata inevitabilmente a entrare nel dibattito che accompagnerà Trieste verso la prossima campagna elettorale, soprattutto in un periodo nel quale il rapporto tra crescita turistica, qualità della vita e disponibilità degli alloggi è diventato uno degli argomenti maggiormente discussi.
Danielis: «Servono politiche turistiche intelligenti»
Danielis non ha messo in discussione gli aspetti positivi generati dall'arrivo dei visitatori. La critica riguarda invece il modello di sviluppo e, in particolare, le possibili conseguenze di un turismo eccessivamente concentrato.
«Il turismo è una bomba che è esplosa in città, che ha molti lati positivi», ha osservato. Ma immediatamente dopo ha aggiunto una valutazione molto netta sul fenomeno: «Il tipo di turismo che ci ha investito è una sorta di turismo di massa».
Nel corso della diretta Danielis ha utilizzato un'immagine particolarmente forte, paragonandolo, per gli effetti che può avere su un territorio, a «un'invasione delle cavallette».
«Ci sono luoghi più fragili di Trieste, però anche Trieste la stiamo vedendo cambiare sotto i nostri occhi», ha proseguito. Secondo Danielis, la percezione è che «per i triestini gli spazi andassero restringendosi».
Il nodo della casa e gli affitti
Il primo effetto individuato dalla coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle riguarda il mercato immobiliare.
«Non si trova più una casa in affitto a un prezzo decente», ha dichiarato, sottolineando le conseguenze che una situazione di questo tipo può avere soprattutto sulle giovani coppie.
Il tema si intreccia inevitabilmente con quello dell'edilizia pubblica. Danielis ha ricordato come Trieste possa contare su un patrimonio di edilizia pubblica e convenzionata significativo rispetto ad altre aree italiane, ma ha evidenziato contemporaneamente le difficoltà presenti.
«Abbiamo lunghissime file, lunghissime liste d'attesa per ottenere una casa dell'Ater e ci sono un sacco di case dell'Ater sfitte», ha affermato.
Un patrimonio che, nella sua analisi, potrebbe quindi diventare uno degli strumenti sui quali lavorare per dare una risposta alla crescente domanda abitativa.
«L'impatto sulla casa, la gentrificazione, si dice, di questa città è uno dei problemi che la prossima giunta dovrà affrontare», ha sottolineato Danielis.
Una città che invecchia e ha bisogno di servizi
Accanto alla casa, durante l'intervista è emerso anche il tema dell'invecchiamento della popolazione.
Danielis ha evidenziato innanzitutto un elemento positivo: «I triestini invecchiano benissimo». Ha ricordato come molti cittadini più anziani pratichino attività fisica, mantengano una vita sociale intensa e continuino a muoversi e vivere attivamente la città.
Ma l'aumento dell'età media porta inevitabilmente con sé una necessità crescente di assistenza sanitaria.
È proprio sul sistema sanitario che la valutazione della rappresentante del Movimento 5 Stelle diventa particolarmente critica.
Secondo Danielis, Trieste sarebbe passata da «un'assistenza di altissimo livello, un fiore all'occhiello della sanità nazionale» a una fase caratterizzata da una forte difficoltà dei servizi.
«Molti triestini smettono di curarsi»
Il punto più delicato riguarda le liste d'attesa e la capacità dei cittadini di ottenere cure nei tempi necessari.
«Siamo in un momento in cui siamo passati da un'assistenza di altissimo livello [...] a una crisi che impatta tutti i servizi, a partire dalle liste d'attesa», ha dichiarato.
Danielis ha quindi pronunciato una delle frasi più severe dell'intervista: «Molti triestini smettono di curarsi. Questo è gravissimo».
Secondo la coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle sarebbe invece necessario muoversi nella direzione opposta, ampliando i servizi e rendendoli «più moderni, più efficienti, più intelligenti».
Anche in questo ambito Danielis ha indicato uno spazio d'azione per l'amministrazione comunale, soprattutto attraverso la collaborazione con l'azienda sanitaria sul terreno della prevenzione.
«Abbiamo bisogno che il Comune cooperi soprattutto nella prevenzione con l'azienda sanitaria e abbiamo bisogno di investimenti maggiori in questo senso, non minori», ha concluso.
L'intervento mette così sul tavolo alcuni dei temi che potrebbero diventare centrali nella futura discussione politica triestina: casa, sanità, lavoro, turismo e qualità della vita dei residenti. Questioni differenti ma che, nella lettura proposta da Danielis, finiscono per convergere su una domanda precisa: quale modello di città dovrà scegliere Trieste per i prossimi anni?
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