Trieste, Azione sul Parco del Mare: «Si realizzi un progetto concreto o si restituiscano le risorse»
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Azione Trieste interviene sul futuro del Parco del Mare, chiedendo che le risorse già disponibili vengano destinate a un progetto concretamente realizzabile oppure restituite alla Regione e alle categorie che hanno contribuito al finanziamento.
La posizione è stata espressa dal segretario comunale di Azione Trieste Arturo Governa e da Francesco Cervesi, delegato alle politiche per lo sviluppo del direttivo comunale.
«È il momento di trarre delle conclusioni»
Pur riconoscendo il valore dell’idea e il lavoro svolto da chi ha sostenuto il progetto nel corso degli anni, Azione ritiene che sia arrivato il momento di compiere una valutazione definitiva.
«Con la massima considerazione per il progetto e per chi lo ha portato avanti in questi anni, è forse giunto il momento di trarre delle conclusioni», affermano Governa e Cervesi.
Secondo Azione Trieste, dopo oltre vent’anni non sarebbero stati completati nemmeno i rilievi dell’area, mentre una parte significativa delle risorse, comprese quelle pubbliche regionali, risulterebbe già spesa o vincolata.
La proposta di una soluzione alternativa
Per il partito, le strade possibili sarebbero due. La prima consiste nel concordare con la Regione e con i rappresentanti delle categorie un utilizzo diverso e maggiormente fattibile dei contributi già versati.
Tra le ipotesi viene indicata la realizzazione della marina prevista, con i relativi posti barca, individuata come un intervento più concreto e immediatamente collegato alle esigenze del comparto.
La seconda possibilità sarebbe invece quella di procedere alla restituzione delle risorse, permettendo così di rimetterle in circolo e destinarle ad altre iniziative ritenute utili per sostenere un settore che, secondo Azione, attraversa da anni una fase di difficoltà.
Il richiamo alle aree fronte mare
Nel documento viene inoltre richiamata la situazione delle aree fronte mare di Trieste, con un riferimento sia a Porto Vecchio sia alla zona destinata al progetto Nautaverso.
«Trieste non può concedersi il costosissimo lusso di due aree fronte mare inutilizzate», sostengono Governa e Cervesi, secondo i quali è necessario sbloccare le risorse attualmente vincolate e favorire iniziative imprenditoriali capaci di produrre risultati concreti.
Una scelta legata allo sviluppo della città
Azione Trieste collega la questione del Parco del Mare a una riflessione più ampia sulla crescita economica della città e sull’utilizzo delle sue aree strategiche.
L’obiettivo indicato è quello di mettere il territorio nelle condizioni di sviluppare progetti funzionali, sostenibili e coerenti con l’evoluzione del mercato e con le esigenze dei consumatori.
La richiesta è quindi quella di superare una fase di attesa durata molti anni e arrivare a una decisione condivisa sull’impiego delle risorse già disponibili, evitando che rimangano ulteriormente bloccate senza una prospettiva operativa definita.
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