mercoledì 4 novembre 2026
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Politica

Trieste, AVS attacca Fedriga: «Parole vergognose, chi governa deve affrontare il disagio»

redazione·
Trieste, AVS attacca Fedriga: «Parole vergognose, chi governa deve affrontare il disagio»

«Le parole del presidente Fedriga sono vergognose, tanto più perché arrivano da chi ha la responsabilità di governare questa Regione». È il duro attacco di Elisa Moro e Tiziana Cimolino, co-portavoci di Alleanza Verdi e Sinistra Trieste, che intervengono dopo la morte di due giovani nell’incendio di un edificio abbandonato del Porto Vecchio.

Le esponenti di AVS contestano la risposta politica del presidente regionale e chiedono risorse, servizi sociali e sanitari territoriali e strutture a bassa soglia, sostenendo che il problema della marginalità non possa essere circoscritto al sistema di accoglienza.

«La povertà resta un problema politico»

Al centro della critica c’è il riferimento di Fedriga, richiamato nella nota, all’estraneità delle vittime al sistema di accoglienza. Una precisazione che, secondo Moro e Cimolino, non risponde alle questioni sollevate dalla tragedia.

«Due giovani sono morti cercando riparo in un edificio abbandonato e la sua principale preoccupazione è precisare che non facevano parte del sistema di accoglienza, quasi che questo bastasse a chiudere ogni discussione», affermano.

Per le co-portavoci, la condizione di chi resta fuori dai percorsi di accoglienza non riduce la responsabilità politica di affrontarne i bisogni. «Come se la povertà e il disagio sociale smettessero di essere un problema politico quando le persone restano fuori dal sistema di accoglienza», osservano.

La replica alle accuse di speculazione

Moro e Cimolino respingono anche le accuse di strumentalizzazione politica che attribuiscono al presidente regionale nei confronti di chi denuncia la situazione triestina.

«È più facile attaccare chi solleva il problema che confrontarsi con quanto continua a non essere fatto», sostengono.

La loro contestazione riguarda quindi sia le parole utilizzate dopo l’incendio sia le risposte messe in campo per le persone che vivono condizioni di fragilità. Nella lettura di AVS, denunciare queste situazioni significa richiamare le istituzioni ai propri compiti.

Le richieste: servizi territoriali e strutture accessibili

Le due esponenti richiamano gli otto anni di governo regionale di Fedriga e criticano le politiche sull’accoglienza, da loro definite sempre più restrittive e insufficienti ad affrontare la marginalità.

Allargano quindi il ragionamento alla povertà, alla precarietà abitativa e alle difficoltà delle persone che non trovano risposte nei servizi.

«Servono risorse, servizi sociali e sanitari territoriali e strutture a bassa soglia accessibili a chi ne ha bisogno», dichiarano. La richiesta è di affiancare alle misure adottate risposte concrete per chi non dispone di un riparo o necessita di assistenza.

«Non bastano i provvedimenti restrittivi, soprattutto quando non sono accompagnati da alternative concrete», aggiungono.

«Chi governa ha il dovere di affrontarlo»

Nella conclusione, Moro e Cimolino legano il rispetto delle vittime alla necessità di mantenere aperta la discussione sulle condizioni di vita delle persone più vulnerabili.

«Il rispetto per le vittime non si dimostra pretendendo il silenzio», affermano, sostenendo che la presenza di persone costrette a dormire negli edifici abbandonati rappresenti «un problema politico e sociale enorme».

L’affondo finale è rivolto direttamente a chi amministra: «Chi governa ha il dovere di affrontarlo, non di zittire chi fa rumore».

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