martedì 3 novembre 2026
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Scuola in Fvg, Conti attacca: «Il Governo taglia e la Giunta Fedriga mette le toppe»

redazione·
Scuola in Fvg, Conti attacca: «Il Governo taglia e la Giunta Fedriga mette le toppe»

La Regione dovrebbe chiedere al Governo di fermare i tagli agli organici scolastici, anziché finanziare con risorse proprie le carenze statali. È la posizione di Caterina Conti, segretaria regionale del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia, che interviene sulle dichiarazioni dell’assessora regionale al Lavoro e Istruzione Alessia Rosolen riguardo all’impiego di fondi regionali per la scuola.

Conti contesta la lettura del provvedimento come un rafforzamento dell’autonomia speciale e accusa la Giunta Fedriga di accettare una riduzione delle risorse nazionali senza un’adeguata opposizione politica e istituzionale.

«La Regione faccia valere le ragioni della specialità»

«La Giunta regionale dovrebbe pretendere dal Governo il blocco dei tagli agli organici statali e l’adeguamento delle risorse ordinarie ai bisogni del territorio», afferma la segretaria dem.

Secondo Conti, presentare come una vittoria la possibilità di intervenire economicamente sulle carenze del sistema scolastico significa rovesciare il significato dell’autonomia.

«Una regione autonoma non mette le toppe a spese dei propri cittadini, ma fa valere le ragioni della specialità», sostiene, chiedendo alla Giunta di denunciare quelle che definisce le inadempienze dello Stato centrale, indipendentemente dal Governo in carica.

Il richiamo ai tagli di docenti e personale ATA

Nella sua analisi, Conti richiama una manovra nazionale che, secondo i numeri da lei indicati, programma una riduzione a regime di quasi 5 mila docenti e oltre 2 mila addetti ATA.

La segretaria del PD Fvg accusa la Giunta regionale di accettare questa contrazione senza prendere posizione contro il Governo Meloni.

Il rischio denunciato è che le risorse dei contribuenti regionali vengano utilizzate per coprire esigenze ordinarie e strutturali dello Stato, alleggerendo le responsabilità finanziarie del Ministero senza attribuire alla Regione corrispondenti poteri decisionali.

La contestazione sul decreto e sui poteri regionali

Conti mette in discussione anche la portata del decreto richiamato dalla Giunta.

Nella lettura della segretaria dem, il provvedimento non trasferisce la titolarità dell’Ufficio Scolastico Regionale, non assegna la gestione degli organici di diritto e non attribuisce strumenti diretti sui criteri di formazione delle classi.

«In compenso “concede” alla Regione il permesso di spendere fondi propri per tamponare i vuoti lasciati dall’amministrazione statale», afferma.

Per Conti, quindi, il punto è la distanza tra la possibilità di finanziare interventi e quella di indirizzare effettivamente le scelte scolastiche. Una distinzione che la porta a definire il meccanismo «pura supplenza finanziaria a favore dello Stato».

«Alle funzioni devono corrispondere risorse»

La segretaria regionale del PD richiama infine il rapporto tra competenze e finanziamenti, sostenendo che ogni trasferimento di funzioni debba essere accompagnato da adeguate risorse economiche e umane dello Stato.

Un principio che collega anche alle osservazioni già avanzate dal partito sulla riforma dei beni culturali.

Secondo Conti, le integrazioni regionali introdotte per rispondere alle urgenze rischiano di consolidare un sistema nel quale il Fvg sostiene maggiori oneri senza ottenere un’autonomia decisionale equivalente, riducendo così gli spazi disponibili per altre scelte di bilancio.

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