sabato 8 agosto 2026
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Politica

Scontri piazza Libertà, da Rifondazione Comunista sconcerto per 60 indagati

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Partito della Rifondazione Comunista (Federazione di Trieste)
 
"Il Partito della Rifondazione Comunista, in merito ai fatti del 24 ottobre e all’indagine su “sessanta militanti antagonisti” ), esprime tutto il suo sconcerto per una giornata, che poteva e doveva diversamente, e per l'esito, ora anche investigativo. Rifondazione ha fatto di tutto, intervenendo presso le autorità competenti, per far spostare altrove il raduno convocato provocatoriamente da “Son Giusto” proprio in Piazza Libertà, dove molte realtà sociali (Linea d’Ombra e Strada Si.Cura su tutte) stanno da mesi e mesi svolgendo una straordinaria opera di soccorso delle persone migranti giunte a Trieste dalla “rotta balcanica”: il raduno di “Son Giusto” era chiaramente minaccioso e potenzialmente pericoloso, vista anche l’adesione di gruppi e di individui dell’estrema destra locale e anche proveniente da altre regioni (Veneto). Crediamo che chi doveva organizzare la gestione della piazza abbia la principale responsabilità di quanto accaduto.
In piazza si è visto un copione già scritto: con slogan (ma nessuna arma -né catene né bastoni, come è stato falsamente detto- in mano ai manifestanti antifascisti), cariche che non ci sono sembrate “leggere”, feriti e una generale sensazione di insicurezza, tutto a danno delle persone più deboli –i/le migranti e i/le senza fissa dimora, appunto- che sono state allontanate da quella piazza dove la “cura” quotidianamente si sostituisce all’indifferenza, all’aggressività e alle colpevoli omissioni della classe dirigente di Trieste che chiude luoghi di ricovero e non apre alla solidarietà.
 
Il Partito della Rifondazione Comunista esprime il suo pieno sostegno alle organizzazioni che abitualmente in Piazza Libertà portano il loro aiuto alle persone migranti; tali organizzazioni possono essere definite “antagoniste” solo nel senso proprio della parola in quanto propongono un modo diverso e profondamente civile di “fare politica”."
 
 

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