Salvatore Porro. "Ora e sempre onore e gloria Trump"
Pubblichiamo Da Salvatore Porro
OGGETTO: Comunque vada,
ora è sempre onore e gloria Trump.
I signori Umberto Zuballi
e Silvano Magnelli nel loro articolo (il Piccolo 25.11.20) si rallegrano che gli americani, a loro avviso, si “riprendono l’America”. A noi, scrivono Zuballi e Magnelli, sembra insomma davvero che molti statunitensi abbiamo voluto riprendersi il meglio dello spirito americano, ovvero quell’attenzione collettiva, che guarda ai diritti di tutti e che guarda anche fuori di sé…”
il “Gladiatore” Trump, in quattro anni ha approvato provvedimenti che i nostri governati neanche se li sognano e, soprattutto, non hanno coraggio nemmeno di copiare. Ha firmato un ordine esecutivo per tagliare i fondi pubblici all’
International Planned Parenthood, ha ripristinando la Mexico City Policy, che blocca il finanziamento da parte dei contribuenti americani agli enti abortisti, e di conseguenza dirige le risorse a quelli che fanno assistenza internazionale alla maternità e all’infanzia; ha mantenuto la promessa elettorale, la “Pro-Life Coalition” promettendo, qualora divenisse presidente, di combattere radicalmente l'aborto dal vertice delle istituzioni statunitensi.
E poi ha messo l'impegno nero su bianco, indirizzando una lettera a tutti i leader antiabortisti del Paese per invitarli a fare quadrato, e in difesa della famiglia ha potenziato i finanziamenti alle «american families» i beneficiari finali della politica. Con Trump torna la visione della famiglia come “prisma”
attraverso cui considerare tutti i problemi sociali e attraverso cui passano tutte le questioni politiche, secondo la prospettiva del grande San Giovanni Paolo II. E, l’ultimo provvedimento, per il momento, è stato l’uscita degli Stati Uniti dal patto ONU sui migranti. Si chiama “Global compact on migration” ed è stato raggiunto alle Nazione Unite da parte di 193 Paesi del settembre 2016.
L’altro “Gladiatore” è il Presidente Putin, difensore dei “principi non negoziabili” perché mentre in Europa, le associazioni “pro aborto” portano avanti la cultura della morte -sostenuti dalla politica e da una parte di opinione pubblica-, in Russia, si rafforzano i centri di aiuto alla Vita.
Nella cristiana e cattolica Russia, Putin lo hanno capito bene. Lo sviluppo della società avviene investendo sulla Vita e non sulla morte. Evidentemente l’ occidente proteso verso il materialismo aggressivo, dimentica la radice su cui è fondata la civiltà: senza bambini, senza vita, tutto prima o poi è costretto al decadimento.
Mentre il sig. Joe Biden, che Avvenire ha praticamente beatificato, è filoabortista, perché è paladino della lotta ai cambiamenti climatici e alla povertà. Joe Biden è apertamente a favore dei “diritti transgender” dei bambini. Non solo degli adulti, ma dei minori. In un dibattito ha detto che i bambini dovrebbero poter cambiare l’identità di genere senza alcuna “discriminazione”.
E quando una donna, prendendo la parola, ha riportato l’esperienza personale di un figlio di 8 anni che si identifica come transgender, Biden ha risposto raccogliendo un bel po’ di punti partita. “Cosa pensa di fare – gli è stato chiesto –, dato che l’amministrazione Trump ha vietato la transizione di genere?” Biden ha risposto che quel bambino di otto anni dovrebbe essere in grado di cambiare liberamente identità di genere, se è quello che ha deciso. A otto anni. Noi cattolici praticanti conservatori, tradizionalisti, fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa, ai “principi non negoziabili”, continueremo a pregare per il Presidente Trump e per gli americani, per il Presidente Putin e al popolo russo, per la tanto attesa conversione al Cuore Immacolato di Maria (Fatima 13 luglio 1917) Saluti
Salvatore Porro
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