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Politica

Russo rinuncia alla candidatura a sindaco: «Passo di lato perché coalizione possa farne uno avanti»

Luca Marsi·
Russo rinuncia alla candidatura a sindaco: «Passo di lato perché coalizione possa farne uno avanti»

Francesco Russo fa un passo di lato nella corsa alla candidatura a sindaco di Trieste e offre la propria disponibilità a sostenere la sfida del centrosinistra con Mitja Gialuz. L’annuncio arriva nella conferenza stampa di giovedì 29 ottobre, convocata alle 11 nella sede del Consiglio regionale di piazza Oberdan 6. Dopo settimane di silenzio, il consigliere regionale chiarisce la propria posizione e indica nell’unità della coalizione la ragione decisiva della scelta.

«Faccio un passo di lato perché la coalizione possa farne uno avanti», dichiara. Una decisione che Russo descrive come difficile, maturata tra differenze politiche e passaggi che ammette di aver vissuto con amarezza, ma che lega alla volontà di evitare una competizione interna e concentrare le energie sull’alternativa all’amministrazione Dipiazza.

Il messaggio rivolto a Gialuz è di riconoscimento e collaborazione. Russo ne sottolinea la disponibilità e il coraggio nell’affrontare una sfida che considera importante e difficile. «Da parte mia non mancheranno il rispetto, lealtà e la piena disponibilità a contribuire a questa sfida per regalare a Trieste un nuovo progetto di futuro».

Il silenzio delle ultime settimane: «Una forma di rispetto»

Russo apre l’incontro affrontando le ricostruzioni circolate attorno al proprio nome. Parla di giudizi e interpretazioni che, sostiene, non sempre hanno corrisposto alla realtà, spiegando di aver scelto di non intervenire pubblicamente per rispettare il percorso collettivo.

«Io continuo a credere che anche il silenzio comunichi», afferma. In questo caso, precisa, si è trattato soprattutto di rispetto per il lavoro della coalizione, impegnata da mesi a costruire un progetto per Trieste e a individuare una candidatura condivisa.

La sua disponibilità, ricorda, era stata accompagnata dall’impegno a non anticipare decisioni che spettavano a quel confronto. «Ho mantenuto la parola data».

Accanto al rispetto per le forze politiche, Russo richiama quello per le persone che hanno sostenuto il suo percorso: cittadini ai quali attribuisce una richiesta precisa, offrire a Trieste una prospettiva diversa e riuscire a farlo insieme.

Il precedente delle divisioni e la lezione della sconfitta

Nella spiegazione della scelta torna più volte il riferimento alle precedenti elezioni comunali.

«Cinque anni fa ci siamo presentati divisi, abbiamo perso le elezioni e soprattutto abbiamo deluso molti cittadini», osserva. Da quell’esperienza, sostiene, avrebbe dovuto emergere una lezione: nessuna ambizione personale e nessuna ragione di parte possono prevalere sulla responsabilità verso la città.

Russo riconosce il sostegno ricevuto dentro e fuori dal proprio partito e ringrazia chi gli ha manifestato fiducia. Allo stesso tempo, prende atto delle sensibilità differenti e della proposta rappresentata da Gialuz.

«Le differenze esistono, sarebbe poco serio fingere il contrario», dichiara, aggiungendo di non voler nascondere l’amarezza per alcuni passaggi delle ultime settimane.

La domanda decisiva, nella sua lettura, non riguarda però chi abbia maggiore consenso o più possibilità di prevalere in un confronto interno. Riguarda ciò che serve a Trieste e la possibilità di mettere le energie della coalizione al servizio del progetto.

«Il consenso non è una proprietà personale»

Il passo di lato viene presentato come una scelta di responsabilità, non come l’abbandono del lavoro svolto.

Russo ribadisce di voler continuare a valorizzare il consenso raccolto, le idee sostenute e il rapporto con la città. Ciò a cui rinuncia è la possibilità di utilizzare quella fiducia dentro uno scontro sulla candidatura.

«Il consenso non è una proprietà personale da difendere, è una responsabilità da esercitare», afferma.

A chi interpreta la decisione come una sconfitta risponde senza aprire una nuova polemica: «Non tutte le rinunce sono sconfitte e non tutte le vittorie sono necessariamente un bene per la comunità».

Ricorre anche a una metafora sportiva: si può aiutare la propria squadra a vincere dando il cambio e contribuendo, per un tempo, dalla panchina. Il senso della scelta, sottolinea, resta quello del servizio e della disponibilità a fare spazio.

Il rapporto con il partito e l’incontro con il rappresentante nazionale

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Russo affronta anche l’incontro del giorno precedente e il coinvolgimento di un rappresentante nazionale del partito.

La sua ricostruzione esclude una decisione imposta dall’alto: descrive quel passaggio come il riconoscimento di una soluzione costruita sul territorio, utile ad aprire la campagna elettorale.

Precisa inoltre che una propria ricandidatura avrebbe avuto senso soltanto in presenza di una condivisione sostanzialmente unanime nel partito e nella coalizione.

Richiama valutazioni e sondaggi che, secondo quanto riferisce, ne indicavano un consenso significativo, ma esclude di volerli trasformare nella ragione di una contrapposizione. «Non voglio prestarmi, non vorrò mai prestarmi a delle divisioni».

Quanto ai passaggi successivi, ricorda che restano quelli legittimi della coalizione, ritenendo però che vi siano ormai le condizioni per concentrare il confronto sulla proposta per la città.

L’opposizione costruita insieme in Consiglio comunale

Tra i patrimoni politici da preservare, Russo indica il lavoro condiviso dalle opposizioni durante il mandato.

Pur essendosi presentate separate alle precedenti elezioni, sostiene, le diverse componenti hanno lavorato in Consiglio comunale sostanzialmente come un unico gruppo. Ringrazia per questo i capigruppo Paolo Altin, Giovanni Barbo, Riccardo Laterza e Alessandra Richetti.

L’unità che rivendica, spiega, nasce dalle battaglie e da un’idea di città maturata nel confronto con l’amministrazione. Cita l’ovovia, il Porto Vecchio e l’asilo di Roiano tra i temi che hanno contribuito a consolidare il lavoro comune.

Nella sua valutazione, questa collaborazione rappresenta una delle principali risorse elettorali del centrosinistra: una base politica da proteggere anche nel momento della scelta del candidato.

Sicurezza, la sfida su piazza Libertà

Sul programma, Russo rivendica un lavoro avviato da mesi attraverso incontri sul territorio dedicati alla casa, alle periferie e alla sicurezza.

Proprio sulla sicurezza formula una delle indicazioni più nette della conferenza stampa: «Il centrosinistra possa e debba dire che nei primi tre mesi della prossima giunta del centrosinistra il problema di piazza Libertà sarà risolto».

È un obiettivo politico che propone alla coalizione, accompagnandolo all’accusa al centrodestra di aver mantenuto artificiosamente il problema. Nel passaggio non illustra un piano operativo dettagliato, ma chiede che il tema diventi terreno di una sfida diretta all’amministrazione.

La sicurezza viene così collocata tra le questioni sulle quali, secondo Russo, il centrosinistra deve assumere un impegno riconoscibile e offrire risposte concrete.

Nidi, periferie e sviluppo economico oltre il turismo

Un altro contributo riguarda i servizi per le famiglie. Russo cita come riferimento l’esperienza di Vicenza sui nidi gratuiti e sulla copertura delle richieste, indicandola come esempio di attenzione alla vita quotidiana delle persone.

Richiama poi la necessità di intervenire nelle periferie, che giudica trascurate, e di costruire una prospettiva economica capace di affiancare al turismo il recupero della dimensione industriale.

Il turismo rimane, nella sua impostazione, un elemento importante, ma lo sviluppo cittadino deve comprendere anche ciò che Trieste ha perso sul piano produttivo. Su questo attribuisce responsabilità sia al Comune sia alla Regione.

Russo precisa che si tratta dei contributi che è disponibile a portare: la definizione del programma spetterà al candidato e alla coalizione.

Punto Franco e il ruolo nella campagna elettorale

Sul futuro della Lista Russo Punto Franco, Russo rinvia le decisioni sulle modalità di partecipazione al gruppo e al suo coordinamento.

Ricorda il risultato dell’8% ottenuto alle precedenti elezioni e riferisce che, nei colloqui avuti con Gialuz, è emerso il riconoscimento dell’importanza di quel contributo.

Da parte sua conferma la disponibilità a fare campagna elettorale e a proseguire l’attività politica sul territorio. Non annuncia invece una candidatura al Consiglio comunale né nuovi incarichi.

Quanto al proprio futuro, richiama l’impegno da consigliere regionale fino al 2028 e afferma che eventuali richieste della comunità politica saranno ascoltate e valutate. Esclude però che la ricerca di una collocazione successiva abbia guidato la decisione comunicata oggi.

Il centrodestra e l’ipotesi Fedriga

Alla domanda su un’eventuale candidatura di Massimiliano Fedriga, Russo risponde che questa possibilità non modifica la scelta né la disponibilità a sostenere la coalizione.

Descrive il centrodestra come attraversato da divisioni e difficoltà nella definizione del proprio percorso. Si tratta della sua valutazione politica, con cui contrappone la soluzione maturata nel centrosinistra alle incertezze che attribuisce agli avversari.

Il confronto con l’amministrazione Dipiazza, assicura, continuerà fino alla conclusione del mandato. Sull’ovovia ribadisce la contrarietà e l’intenzione di proseguire la battaglia politica.

Il passaggio di oggi, nelle sue parole, serve a spostare il baricentro della discussione dai nomi alla proposta: «Trieste ha bisogno di un progetto più grande delle nostre differenze».

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