Pubblichiamo daI segretario generale provinciale FSP POLIZIA DI STATO TRIESTE ALESSIO EDOARDO
Ricomincia con vigore la rotta migratoria Balcanica, forte della stagione primaverile ed in previsione di quella ancor più buona in estate, la situazione non può che peggiorare.
I dati della Questura Trieste riferiti al 2020, parlano chiaro, sono 4400 i migranti irregolari rintracciati via Rotta Balcanica dalla Polizia di Frontiera e dall’ Esercito nei pressi dei confini con la Slovenia, numero molto alto se poi si unisce anche il dato relativo alle presentazioni spontanee presso gli uffici di Polizia che sono 900, la maggioranza dei quali di nazionalità Afghana e Pakistana, poi a seguirsi persone venute dal Bangladesh, Iraq e Siria e chiaro ormai che questa è una vera emergenza migratoria, per la quale l’esiguo personale in carico alla provincia non può far fronte da solo e con i pochi mezzi a disposizione.
In ambito nazionale la situazione è ancora più complessa se si guarda alle regioni del sud, ove gli sbarchi arrivano copiosi e si è giunti ad un aumento del 197,74 % rispetto all’anno 2019, con un totale di 34.154 migranti irregolari e 1314 sbarchi, con il picco nel mese di luglio, che riporta 7063 migranti sul territorio italiano in un solo mese e durante una piena pandemia in corso.
Di fronte a tutto ciò, serve una maggiore attenzione verso le Forze dell’Ordine, impegnate continuamente a fronteggiare tale fenomeno, il G overno deve capire che bisogna aumentare le dotazioni specifiche e tecnologiche alle F.O. In modo da affrontare una così epocale emergenza umanitaria.
Da molto tempo questa sigla chiede al Governo la costituzione di un Hot Spot come in diverse aree del sud, per meglio organizzare tutte le attività di polizia necessarie a sveltire le pratiche e rendere più facile la vita dei colleghi, ma sopratutto aumentare considerevolmente il personale permanente in modo da coordinare al meglio le turnazioni e un conseguente aumento delle pattuglie in loco, facilitando tutti i percorsi legali, compresi i protocolli sanitari per la prevenzione della pandemia essenziali per l sicurezza di tutti.
Sarebbe opportuno prendere in seria considerazione queste richieste, ora più che mai, fatte dai professionisti sul campo e non decidere con i soliti mezzi politici, i quali , sono spesso al di fuori dalla realtà delle situazioni e pertanto in difficoltà nel assumere decisioni veramente significative a tutela, non solo, del personale operante, ma anche degli stessi migranti.
Oltretutto, l’emergenza pandemica, non ha aiutato, anzi ha peggiorato il sistema, dovendo includere nell’insieme, tutta una serie di protocolli sanitari stringenti che hanno sicuramente segnato in negativo l’impegnò delle forze in campo, non solo quelle dell’Ordine, ma anche quelle della sanità e dell’assistenza sociale.
Richiediamo, perciò con sollecitudine, di prendere in considerazione tali nostre richieste e che, oltre ad un impegno politico estero, per consolidare la collaborazione tra polizie trensfrontaliere, si riesca a migliorare le condizioni di vita degli operatori di Polizia mettendo in pratica le nostre considerazioni volte a migliorare un sistema in forte pressione.