"La piscina Acquamarina rispondeva ai bisogni di oltre duemila persone che svolgevano le loro attività: fisiocure, attività ludiche per bambini, acquaticità, corsi di nuoto per persone con disabilità e addetti ai lavori'.lo sottolinea Federica Verin.
'ritengo - ancora - che non vada proposta un’unica soluzione ma vadano trovate più soluzioni che nell’agire in sinergia tra loro possano rispondere, anche in periodi temporali differenti, non solo alle esigenze di tutta l’utenza ma che siano capaci di far fronte a tali necessità in tempi accettabili, che siano in grado di aprirsi ad ulteriore nuova utenza e che sappiano continuare a valorizzare il territorio nel quale Acquamarina era inserita'.
'Le soluzioni - ancora - proposte possono ben rispondere alle esigenze di tutta l’utenza considerando: tempi di esecuzione accettabili, ampliamento dell’offerta e valorizzazione del territorio.
Un prima temporanea proposta presso la Piscina Bruno Bianchi di Trieste che dispone di una vasca esterna da 50 metri già dotata di un impianto di riscaldamento dell’acqua. Un’adeguata copertura, la riduzione della profondità attraverso l’utilizzo di un pavimento a fondo mobile consentirebbero l’attività. Una soluzione che poi risponderebbe anche alle esigenze dei nuotatori triestini che da anni chiedono una vasca sempre disponibile da 50 metri per gli allenamenti.
La seconda proposta l’ipotesi di acquisto da parte del Comune di Trieste del complesso industriale siderurgica commerciale di Androna Campo Marzio, costituito da due edifici ottocenteschi vincolati. La vendita è gestita dai commissari straordinari ex Fadalti che hanno ricevuto una proposta per 820.000 euro per i 2500 metri quadrati.
La previsione di un piano di recupero del bene vincolato e di valorizzazione dell’area con l’innesto di una o più vasche e zone servizi attraverso un accordo di programma tra Comune e Soprintendenza, il passaggio delle tubazioni sotto il manto stradale dal mare, poco distante, fino all’arrivo in sito per garantire all’utenza l’acqua di mare, la vicinanza all’ex Acquamarina, la presenza in prossimità di palestre, fermate dei bus e supermercati, la messa a disposizione dei tanti posti macchina presenti nel vicino residence di campo marzio attraverso criteri di rotazione, calmierando i prezzi mediante una convenzione tra Comune di Trieste e soggetto privato, potrebbe evitare sia l’attesa di porto vecchio che la commistione tra SPA/benessere/giochi acquatici e fisiocure/disabilità che vanno mantenute separate evitando inclusioni forzose.
La terza proposta per l’ulteriore implementazione dell’offerta potrebbe prevedere la realizzazione di una vasca all’interno del complesso immobiliare della Villa Haggiconsta che da 12 anni attende la sua restituzione alla disabilità. Scavando la parte di giardino pavimentato antistante la villa, senza intervenire sul parco pubblico vincolato, si potrebbe collegare la vasca alla villa consentendo alle disabilità complesse ospitate nei centri diurni da realizzarsi di transitare internamente alla struttura per le fisiocure evitando che siano le condizioni metereologiche e la disponibilità di pulmini/personale a consentire o meno lo svolgimento delle preziose attività in vasca".