Porto Vecchio tra annunci e urgenze irrisolte, Azione: “i nuovi progetti non diventino un alibi”

La Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato la valutazione per il trasferimento dei propri uffici in Porto Vecchio, attraverso un’operazione di project financing. Un progetto che viene definito interessante, ma che secondo Paolo Coppola, segretario regionale di Azione Fvg, e Arturo Governa, vicesegretario regionale, pone prima di tutto una questione di metodo e di capacità amministrativa.
La domanda, spiegano in una nota, non è se l’operazione sia giusta o sbagliata in sé, ma se l’Amministrazione regionale sia realmente in grado di portare avanti contemporaneamente nuovi progetti complessi e una serie di priorità che da mesi attendono risposte concrete.
“Fare tutto bene, oppure scegliere”
Per Azione il punto è chiaro: se l’obiettivo è riuscire a fare tutto, allora servono struttura, decisioni rapide e chiarezza politica. Se invece l’apertura di nuovi tavoli rischia di diventare uno strumento per rinviare le scelte più difficili, allora il problema diventa serio. “Fare politica significa anche scegliere”, è il messaggio che arriva dalla segreteria regionale.
Sanità ferma e cantieri bloccati
Tra le emergenze citate c’è innanzitutto il cantiere dell’ospedale di Cattinara, attualmente fermo a causa della crisi finanziaria della Rizzani De Eccher. Un’opera da 220 milioni di euro che, secondo Coppola e Governa, richiede decisioni urgenti: recuperare la gara, valutare alternative, evitare che i tempi della giustizia si traducano in anni di ritardo per la sanità triestina. Attendere, sottolineano, non è una scelta politica sufficiente.
Altro dossier aperto è la ristrutturazione del Burlo, intervento atteso da tempo e considerato fondamentale per la sanità pediatrica del territorio. Anche in questo caso, secondo Azione, servono atti concreti e non ulteriori rinvii.
Dossier dimenticati e ruolo della Regione
Nel mirino finiscono anche altri temi che, secondo la nota, sembrano essere passati in secondo piano. Tra questi il ruolo della Regione nel Consorzio Ursus per la riqualificazione dello scalo e la situazione dei cantieri regionali fermi, come quello del torrente Chiave. Questioni che incidono direttamente sulla sicurezza e sullo sviluppo del territorio e che, secondo Azione, non possono essere oscurate da nuovi annunci.
“Nuovi progetti sì, ma non come diversivo”
La conclusione è netta: il trasferimento degli uffici regionali in Porto Vecchio può essere discusso e valutato, ma non deve diventare un alibi per evitare il confronto con problemi irrisolti da anni. “Se non si riesce a fare tutto – sottolineano Coppola e Governa – meglio concentrarsi su ciò che i cittadini aspettano da tempo, piuttosto che inseguire nuove operazioni che, per quanto interessanti, possono attendere”.
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