Porto Vecchio, ambientalisti: «Il progetto COSTIM deve essere sottoposto a una VIA completa»

Il progetto COSTIM per la rigenerazione del Porto Vecchio di Trieste deve essere sottoposto a una Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) completa e non limitarsi alla procedura di screening attualmente in corso. È la richiesta avanzata da Legambiente Trieste, Triestebella e WWF Friuli Venezia Giulia nel corso di una conferenza stampa organizzata al Circolo della Stampa di Trieste.
Secondo le tre associazioni, dagli elaborati presentati nell'ambito della procedura di screening sarebbero emerse numerose criticità ambientali, lacune progettuali e approfondimenti ritenuti insufficienti, elementi che renderebbero necessario un esame più ampio dell'intero intervento previsto nell'area del Porto Vecchio.
«Serve una valutazione sull'intero comprensorio»
Le associazioni ricordano di aver presentato osservazioni alla documentazione depositata in Regione, evidenziando come la procedura attuale riguardi soltanto una parte limitata del comprensorio.
Secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, il progetto analizzato interesserebbe circa 20 ettari sui 66 complessivi del Porto Vecchio, senza valutare gli effetti cumulativi e le possibili interazioni ambientali con gli altri interventi già realizzati o programmati nell'area.
Per questo motivo viene chiesto che la valutazione ambientale riguardi l'intero comprensorio e non soltanto il lotto interessato dal progetto COSTIM.
Le perplessità sulla mobilità
Per Andrea Wehrenfennig di Legambiente Trieste uno dei principali punti critici riguarda il sistema della mobilità previsto nel progetto.
L'associazione contesta in particolare l'ipotesi di due assi viari longitudinali carrabili, tra cui il cosiddetto "Viale Monumentale", che secondo i progettisti dovrebbe contribuire ad alleggerire il traffico di viale Miramare.
Legambiente ritiene inoltre non appropriato il riferimento progettuale al cosiddetto "modello COSTIM" sviluppato a Bergamo, osservando come quel contesto, nato dalla completa demolizione di un precedente complesso industriale, sia profondamente diverso dal Porto Vecchio di Trieste, caratterizzato invece dalla presenza di numerosi edifici vincolati come esempi di archeologia industriale.
Le osservazioni di Triestebella
Marco Stevanin, per Triestebella, ha evidenziato quelle che definisce gravi carenze negli elaborati progettuali, soffermandosi soprattutto sulla scelta di analizzare soltanto una parte del Porto Vecchio.
Secondo l'associazione, una valutazione limitata impedirebbe di considerare gli effetti complessivi delle trasformazioni previste e le possibili sinergie ambientali negative tra i diversi interventi.
WWF: criticità sugli aspetti naturalistici e marini
Anche il WWF Friuli Venezia Giulia, attraverso Marisa Vidali, ha espresso numerose osservazioni sugli elaborati relativi agli aspetti naturalistici.
Secondo il WWF, la documentazione presenterebbe lacune nella caratterizzazione della fauna e della flora, negli interventi di rinaturalizzazione e nei sistemi di monitoraggio ambientale previsti.
Tra i punti evidenziati figura anche la prevista centrale di trigenerazione che utilizzerebbe acqua marina. L'associazione ritiene insufficienti gli approfondimenti relativi ai possibili effetti degli scarichi di acqua calda sull'ambiente marino e sul fitoplancton, con possibili conseguenze sulla biodiversità.
Il WWF critica inoltre la scelta di utilizzare uno scenario climatico considerato troppo ottimistico, sostenendo che le valutazioni dovrebbero basarsi sugli scenari più cautelativi previsti dai modelli climatici.
La decisione attesa il 1° luglio
La Commissione regionale VIA è convocata per mercoledì 1 luglio, quando dovrà esprimersi sulla procedura di screening del progetto COSTIM.
Le associazioni ambientaliste auspicano che venga disposto il passaggio a una Valutazione d'Impatto Ambientale completa, nella quale possano essere analizzate anche eventuali soluzioni alternative per le destinazioni d'uso degli edifici vincolati, le attività da insediare nell'area e le future scelte in materia di viabilità e mobilità sostenibile.
Secondo Legambiente, Triestebella e WWF, un percorso di questo tipo dovrebbe essere accompagnato anche da un confronto pubblico il più ampio possibile con istituzioni, cittadini e realtà del territorio, affinché il futuro del Porto Vecchio venga discusso in maniera condivisa e non si riduca, secondo le associazioni, a una semplice operazione immobiliare.
Articoli correlati
PoliticaRifiuti, Salvati (Pd): "Sperimentazione ‘intelligente’ da chiudere"
“La sperimentazione sull'Altipiano dei cassonetti ad apertura controllata, i famosi ‘cassonetti intelligenti’, per la raccolta del residuo secco indifferenziato sta deludendo: aumentano i rifiuti abbandonati all'esterno dei cassonetti, con
PoliticaTurismo. Pd Fvg: "Non basta aumentare arrivi e presenze in regione"
“L’assessore Bini non si fermi ai numeri grezzi ma dica quanto della crescita del turismo in Fvg si traduce in valore che resta sul territorio e in benessere per chi ci vive e ci lavora. Sul fronte occupazionale, gli ultimi dati mostrano ch
PoliticaTrieste, Danielis (M5S): «caserma di via Rossetti potrebbe diventare un campus scolastico unico» (VIDEO)
La caserma di via Rossetti potrebbe trasformarsi in un grande campus scolastico , sfruttando gli ampi spazi, il verde e le strutture già presenti, ma un progetto di questa portata richiederebbe una profonda revisione della viabilità dell’in
PoliticaFratelli d'Italia Trieste, Matteoni: «In dieci anni con Sportello del cittadino aiutato 500 persone» (VIDEO)
A metà settembre tornerà operativo a Trieste lo Sportello del cittadino di Fratelli d’Italia , un servizio attivo dal 2016 che, secondo quanto riferito da Nicole Matteoni, ha aiutato in quasi dieci anni oltre 500 persone . La parlamentare e
