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Cronaca

Trieste, Rovinelli racconta il progetto nato da una tragedia: «Sognavo un'ambulanza del mare» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Rovinelli racconta il progetto nato da una tragedia: «Sognavo un'ambulanza del mare» (VIDEO)

Un progetto nato da un dolore personale e rimasto nella memoria di Vincenzo Rovinelli per trent'anni: realizzare un'ambulanza del mare, pensata per intervenire nelle emergenze sanitarie in acqua.

Durante la diretta di Trieste Cafe dedicata agli eventi autunnali, l'imprenditore ha raccontato l'origine di quell'idea, tornando a un episodio familiare avvenuto nel 1996.

«Ho avuto una grave perdita in mare»

«Il mio sogno era di fare un'ambulanza per il mare», ha raccontato Rovinelli, spiegando che il progetto nacque dopo «una grave perdita in mare di un mio carissimo parente».

Secondo quanto ricordato dall'imprenditore, il familiare venne colpito da un infarto mentre si trovava in mare e non vi fu la possibilità di soccorrerlo tempestivamente.

«Parliamo del 1996», ha precisato Rovinelli.

Un episodio che lo spinse a immaginare un mezzo sanitario capace di raggiungere direttamente chi si trova sull'acqua.

Il progetto che non riuscì a concretizzarsi

Rovinelli aveva ipotizzato di acquistare il mezzo attraverso il ricavato di un'iniziativa, ma il progetto dell'ambulanza del mare non arrivò alla realizzazione.

L'imprenditore ha ricordato le complessità che accompagnavano un servizio di questo genere, dalla presenza del medico a bordo ai diversi requisiti necessari.

L'idea iniziale venne quindi modificata.

«Poi ho dovuto ripiegare e abbiamo acquistato un'ambulanza normale», ha spiegato, ricordando che il mezzo venne successivamente donato agli amici dei donatori d'organo.

Secondo quanto raccontato da Rovinelli durante la trasmissione, quell'ambulanza è ancora operativa.

Il riferimento alle ambulanze sull'acqua

Nel descrivere il progetto, Rovinelli ha richiamato anche l'esempio di Venezia, dove l'acqua rappresenta necessariamente una via attraverso la quale devono muoversi anche i mezzi di emergenza.

Da qui una domanda che continua ad accompagnare il suo racconto: perché non pensare a qualcosa di analogo, con le caratteristiche e le modalità necessarie, anche per affrontare eventuali emergenze in mare?

Un'idea che non si è trasformata nel progetto originariamente immaginato, ma che per Rovinelli resta legata a un ricordo personale molto forte.

«Questo è sempre stato il mio pallino», ha concluso parlando dell'ambulanza del mare.

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