Pd: "Tensioni in VI Circoscrizione a causa del Presidente". Fdi: "Attenzione e premura nei confronti di tutte le parti!”

"Una recente seduta del consiglio della VI Circoscrizione san Giovanni, Chiadino, Rozzol, è stata scossa da un evento che ha suscitato indignazione tra i consiglieri stessi. Il Presidente della Circoscrizione, Paolo Perini (FdI) ha impedito a una cittadina di esprimere le proprie opinioni e lo ha fatto in modo offensivo, causando un'ondata di contrarietà tra i presenti.
Il comportamento del Presidente è stato considerato inaccettabile e in contrasto con i principi di democrazia e rispetto delle opinioni diverse. Questo episodio ha creato tensioni all'interno del consiglio e compromette la fiducia del pubblico nei confronti delle istituzioni locali.
Il presidente si è difeso con argomentazioni non corrispondenti alla verità, accusando la Sinistra di mancare di rispetto delle regole e di praticare un doppio standard. Tuttavia, è importante ricordare al Presidente che non solo le forze di sinistra hanno manifestato il loro dissenso per i modi e il tono usato nei confronti di una cittadina che aveva chiesto la parola nei modi previsti e che il Presidente stesso aveva accordato, anche le forze di centrodestra hanno manifestato solidarietà alla signora a esclusione di quelli di FdI, gruppo di appartenenza del Presidente.
Le accuse infondate del Presidente rappresentano un tentativo di deviare l'attenzione dai suoi stessi comportamenti inaccettabili.
Il Partito Democratico condanna fermamente il comportamento del Presidente ricordando l'importanza di difendere i valori democratici e il rispetto dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine su cui si basa la nostra Costituzione.
IL PD continuerà a lottare per un'istituzione pubblica aperta, inclusiva e rispettosa delle opinioni diverse".
A riferirlo Maria Luisa Paglia, segretaria PD Trieste
A stretto giro la replica di Fratelli d'Italia: "
"La definizione letterale di 'democrazia' equivale al fondamento di uno Stato sulla garanzia delle libertà e su una concezione egualitaria dei diritti civili, politici e sociali dei cittadini. Da ciò, risulta oltremodo fuori luogo l'accusa da parte del PD verso il presunto comportamento sconveniente del Presidente Perini durante una recente seduta della VI circoscrizione, nella quale avrebbe negato la parola ad una cittadina, intervenuta tra l'altro senza permesso.
È bene ora ricordarsi il precetto sopracitato di democrazia, a cui precede un altro concetto basilare, ossia il rispetto e l'osservanza delle regole istituite per garantire equità, discrezione ed educazione.
Se il PD reputa che in tale circostanza il valore democratico sia stato sacrificato, allora avrebbe prima dovuto leggere il regolamento delle circoscrizioni e riconoscere che ogni situazione presuppone delle regole da seguire che non danneggiano la democrazia ma che, al contrario, la nutrono e la proteggono.
Ogni intervento richiede l'autorizzazione del Presidente, nessuna eccezione, e la cittadina in questione non ha rispettato questo punto. Dov'è ora la democrazia?
Si deve condannare il Presidente Perini per aver segnalato tale scorrettezza oppure si deve difendere chi l'ha compiuta?
Il PD si fa paladino di una giustizia personale che mina alla salvaguardia dell'ambiente democratico e rispettoso della comunità, e che maschera l'uguaglianza con un'impulsività e pretesa di un diritto già dato, poiché altrimenti la cittadina non sarebbe stata nemmeno presente in aula, se non si fosse seguito questo tanto osannato diritto democratico.
Prima di utilizzare parole altisonanti e pregne di significato il PD farebbe bene a contestualizzare i fatti e a riconoscere che il rispetto prima di essere preteso debba essere dovuto; la prepotenza non può trovare accoglimento nelle istituzioni".
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