Pubblichiamo da Fabio Rabak Referente PAI
I serpenti, preziosi alleati.
Con il sopraggiungere della primavera anche i rettili si risvegliano dalle loro tane e riacquistano forza con i primi raggi di sole.
Questi animali compaiono sempre più di frequente in campagna, sui monti e in Carso, scontrandosi
inevitabilmente con gli esseri umani che li frequentano.
I rettili in generale, ma in particolare i serpenti, provocano nella maggior parte degli esseri umani una paura
tanto ancestrale quanto ingiustificata.
La figura del serpente è, fin dai tempi remoti, protagonista della natura e dell’immaginario umano, dei culti religiosi e di antiche tradizioni, di folklore e vecchie leggende popolari e contadine.
Si parte dai vecchi riti pagani e delle antiche religioni, che lo veneravano come divinità, e alcune lo fanno ancora oggi, per passare poi a cenni nelle Sacre Scritture, nei racconti di avventurieri esploratori, nei libri di scrittori vari e infine nelle narrazioni della vita di campagna dei nostri nonni.
Il serpente è sempre visto con atavica paura e quasi sempre, innocuo o velenoso che sia, conosce una triste sorte ovvero un forcone o un bastone pronto a colpire per sopprimere. Questo atteggiamento è figlio anche dell’ignoranza e dimentica che questi rettili hanno un preciso ruolo in natura, che riveste una grande utilità anche per chi coltiva.
E’ utile conoscere abitudini e fattezze di questi rettili striscianti, in particolare di quelli italiani, per sapere come comportarsi quando li incontriamo, per non farsi spaventare inutilmente e imparare a conviverci il più possibile.
In passato diverse iniziative hanno
tentato di smentire la brutta fama che si sono accreditati e attraverso campagne di informazioni hanno
scoraggiato gli avventori ad ucciderli.
Quindi non uccidiamo questi animali che, come sappiamo, sono fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema e tengono sotto controllo insetti e roditori e si nutrono di molti infestanti.
Tuttavia è comprensibile la paura del morso della vipera ma è doveroso rammentare che non tutte le specie di serpenti presenti sul territorio italiano sono velenose: in Italia persistono sul territorio alcune razze di vipere, tutte velenose, ma anche diverse specie di colubri, serpenti innocui.
Spesso i serpenti vengono uccisi senza pensare, ignorando che la maggior parte di questi rettili in Italia è innocua e priva di veleno, anche le tanto temute vipere quando non vengono disturbate si danno alla fuga.
Oltre che un inutile atto di crudeltà, l’uccisione di una biscia priva l’orto di un naturale difensore, che sappiamo essere instancabile predatore di arvicole e topi, che spesso rovinano le coltivazioni.
Tralasciando per un attimo l’etica e l’ambiente, dal punto di vista legale tutte le specie selvatiche di serpenti italiani sono protette da diverse leggi da regione a regione. In più, a livello statale e internazionale concorrono la convenzione di Berna (Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa), la direttiva Habitat e in alcuni casi anche la CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) a proteggere le varie specie di serpenti, quindi si commette innanzitutto un atto illegale – un reato penale.
L’uccisione, ma anche solo il maltrattamento, la cattura o la manipolazione non autorizzata dei serpenti selvatici italiani sono perseguibili per legge. Oltre a questo, il problema sta nell’impoverimento dell’ambiente: ogni animale, ogni vegetale, ogni organismo vivente concorre a un delicatissimo equilibrio dell’ambiente che ci circonda. Togliere un anello, seppur apparentemente inutile, invisibile per noi da questa catena, non necessariamente catena alimentare, ma catena ecologica in generale, comporta degli squilibri che possono avere degli effetti a cascata, sebbene non sempre percettibili da noi, che impoveriscono l’ambiente e si ripercuotono a lungo andare su noi stessi, che ne facciamo parte.
Riguardo alla possibilità di attacchi verso l’uomo bisogna tener conto che il serpente non aggredisce mai per puro desiderio di mordere o arrecare molestia: il rettile scatta in attacco solo quando si sente minacciato, oppure se nelle vicinanze ha dimora il suo nido con le uova.
Anche la vipera, che pure ha un’aggressività più accentuata, come tutti i serpenti non gradisce la presenza dell’uomo e tende soprattutto a evitare il contatto con la fuga.
Quanto al morso delle vipere non è sempre velenoso, infatti la vipera preferisce spesso conservare il suo veleno per le prede da divorare e capita che morda l’uomo senza far fuoriuscire le zanne velenifere, in tal caso si parla di “morso secco”.
Questo articolo vuole essere un invito a imparare a conoscere e a rispettare i serpenti. Questo non significa dimenticare la prudenza: il rischio di un morso di vipera esiste e non bisogna prenderlo sotto gamba. È necessario però contestualizzare questa eventualità e non trasformare la paura in un’irrazionale demonizzazione di tutti i rettili, che porta ad ucciderli “sparando a vista”.
In caso di incontro con un serpente occorre certamente fare attenzione, non bisogna dimenticare in primo luogo che gli esemplari più diffusi in Italia sono innocui e non velenosi, come il biacco e la natrice dal collare. In secondo luogo anche la vipera aggredisce solo per difendersi, quindi è spesso possibile evitare lo scontro.
Uccidere a priori ogni serpente che si incontra è un atteggiamento sciocco e sbagliato, sia dal punto di vista etico che nell’ottica di mantenere un ecosistema utile anche a chi coltiva, in particolare all’agricoltore biologico.
Le vipere hanno un corpo più "tozzo" rispetto alle specie innocue, così come anche la coda è molto meno "longilinea";
Le Vipere hanno la pupilla verticale (essa è presente anche in Telescopus fallax o "Serpente Gatto europeo", ma questo, pur essendo velenoso, non è pericoloso per l'uomo), i serpenti innocui hanno la pupilla tonda;
Le Vipere hanno un capo grossolanamente di forma triangolare con tante piccole squame, i Serpenti non pericolosi nostrani l'hanno più arrotondato (simile a quello di una Lucertola) e con poche grandi squame).
Per ridurre il rischio di morsi è necessario prendere alcune precauzioni: indossare protezioni
adeguate quando si cammina nell’erba alta, fare rumore per spingere eventuali serpenti alla fuga mediante vibrazioni sul terreno, non infilare le mani in buchi scuri senza prima controllare cosa c’è dentro, prestare particolare attenzione nei pressi di pietraie e corsi d’acqua, dove i serpenti vanno ad abbeverarsi.
In caso di morso, che si tratti di serpenti velenosi o meno, è necessario recarsi al pronto soccorso per prevenire il rischio di infezioni.
Mantenere la calma alla vista di un serpente può risultare difficile, specie in caso di fobie, ma è necessario cercare di non perdere la testa per salvaguardare al tempo stesso il
proprio benessere e quello dell’animale.