Natalità a Trieste, ORA contro le proposte di Porro: «Servono asili nido, non mance elettorali»

Dopo le proposte lanciate dal consigliere comunale Salvatore Porro di Futuro Nazionale sulle politiche per la natalità, arriva la risposta di ORA Trieste. E la distanza tra le due impostazioni è netta: anziché nuovi assegni e sostegni economici, ORA chiede di concentrare le risorse sulla creazione di asili nido nei rioni e congedi parentali paritetici per madri e padri.
A intervenire è Andrea Buccarelli di ORA Trieste, padre di due figli piccoli, che contesta la ricetta proposta da Porro e sintetizza la propria posizione con parole molto dure: «Servono asili nido, non mance elettorali».
Il confronto nasce dalle proposte avanzate da Porro, tra le quali figurano uno stipendio pieno fino al primo anno di vita del bambino, un assegno mensile per le madri non occupate e 500 euro al mese ai nonni disponibili ad accompagnare e riprendere i nipoti da nidi e scuole.
ORA mette sul tavolo un modello differente.
Buccarelli: «Basta finanza creativa e promesse da campagna elettorale»
«La posizione di ORA è pragmatica: basta con la finanza creativa e le promesse da campagna elettorale», afferma Buccarelli.
Per l'esponente di ORA, il sostegno alla natalità dovrebbe partire soprattutto dai servizi che consentono alle famiglie di organizzare concretamente la propria quotidianità.
«Per aiutare i giovani a fare figli servono servizi reali, autonomia e pari opportunità. Meno bonus di facciata, più asili nido e diritti veri», sostiene.
È questa la linea di demarcazione che ORA traccia rispetto alle proposte avanzate da Porro: da una parte trasferimenti economici direttamente alle famiglie, dall'altra investimenti strutturali nei servizi.
«Il vero incubo delle famiglie triestine è la mancanza di posti negli asili nido»
ORA concentra soprattutto l'attenzione sulla disponibilità di posti negli asili nido di Trieste.
«Infilare qualche centinaio di euro in busta paga non risolve il vero incubo delle famiglie triestine: la mancanza di posti negli asili nido», si legge nel comunicato.
Secondo quanto sostenuto da ORA, oggi a Trieste la metà dei bambini resterebbe senza un posto al nido comunale o convenzionato.
È un dato riportato dal movimento nel proprio intervento, attraverso il quale ORA sostiene che numerosi genitori sarebbero costretti ad affrontare importanti difficoltà organizzative oppure a rivolgersi a strutture private con costi elevati.
Da qui l'accusa politica: «Promettere sussidi a pioggia significa fare la solita propaganda».
«Un assegno finisce subito, un asilo resta trent'anni»
È probabilmente questa l'immagine più forte scelta da ORA per contrapporre i due modelli.
«Un assegno finisce subito, mentre un asilo sotto casa resta un'infrastruttura pubblica a disposizione del quartiere per i prossimi trent'anni».
Per Buccarelli e ORA, quindi, la questione non è soltanto quanto denaro destinare alle politiche familiari, ma come utilizzare le risorse disponibili.
L'obiettivo indicato è lasciare sul territorio servizi permanenti, capaci di accompagnare non soltanto le famiglie di oggi ma anche quelle degli anni successivi.
Un asilo nido viene così presentato come un investimento destinato a produrre effetti nel lungo periodo e contemporaneamente come uno strumento per favorire l'autonomia lavorativa dei genitori.
Il nodo del lavoro delle madri
Nel comunicato viene infatti dedicata particolare attenzione al rapporto tra genitorialità e lavoro.
Secondo ORA, consentire ai genitori, «e soprattutto alle madri», di lavorare sapendo che i propri figli si trovano in una struttura pubblica sicura rappresenterebbe «l'unico vero sostegno al reddito e all'autonomia delle famiglie».
È qui che emerge un'altra differenza rispetto alla proposta di Porro.
Il consigliere di Futuro Nazionale aveva indicato, tra le proprie idee, un assegno mensile di 1.500 euro per le madri non occupate fino ai sei anni del figlio.
ORA sposta invece l'accento sulla possibilità di permettere ai genitori di continuare o riprendere l'attività professionale attraverso una rete più capillare di servizi per l'infanzia.
Due concezioni differenti del sostegno alla famiglia che entrano così apertamente nel dibattito politico triestino.
ORA: «Sbagliare obiettivo significa sprecare risorse pubbliche»
Il giudizio sulle proposte basate sui sussidi è severo.
«Sbagliare l'obiettivo significa sprecare risorse pubbliche», sostiene ORA.
Secondo il movimento, anziché «disperdere fondi in sussidi che evaporano in un mese», le risorse disponibili dovrebbero essere indirizzate verso interventi destinati a rimanere nel tempo.
Le priorità indicate sono due.
La prima è la realizzazione di più asili nido nei rioni, con l'obiettivo dichiarato di garantire alle famiglie un posto vicino a casa e contemporaneamente costruire un patrimonio pubblico permanente.
Congedi uguali per madri e padri
La seconda proposta riguarda invece i congedi parentali paritetici per padri e madri.
Secondo ORA, una maggiore condivisione della cura dei figli avrebbe anche una conseguenza sul rapporto tra genitorialità e occupazione.
L'obiettivo dichiarato è fare in modo che, dal punto di vista di un'azienda, sia indifferente assumere un uomo o una donna, evitando che il peso della cura familiare ricada prevalentemente sulla componente femminile.
Asili e congedi diventano quindi i due pilastri della proposta alternativa avanzata dal movimento.
Due ricette molto diverse per affrontare la denatalità
Il confronto aperto dalle proposte di Porro mette così sul tavolo due impostazioni profondamente differenti.
Porro punta su un forte sostegno economico diretto alle famiglie, proponendo tra le altre misure 1.500 euro mensili alle madri non occupate, 500 euro ai nonni e una tutela economica rafforzata durante il primo anno di vita del bambino.
ORA risponde chiedendo invece di concentrare gli investimenti sui servizi pubblici, a partire dagli asili nido nei quartieri, affiancandoli a congedi parentali paritetici.
La replica di Buccarelli racchiude il senso della posizione del movimento: «Meno bonus di facciata, più asili nido e diritti veri».
Un confronto che porta il tema della natalità direttamente nel dibattito politico triestino, ponendo una domanda di fondo: per aiutare davvero le famiglie è più efficace trasferire risorse economiche direttamente ai nuclei oppure costruire servizi pubblici destinati a rimanere nel tempo?
Articoli correlati
PoliticaPaglia: «Scuola può fare ancora di più contro disagio giovanile, accogliendo quando esplode»
Insegnare significa trasmettere conoscenze, ma soprattutto accompagnare bambini e ragazzi nella loro crescita, imparando a leggere ciò che può nascondersi dietro un comportamento difficile e costruendo un'alleanza educativa con le famiglie.
PoliticaTrieste, imbrattata la targa di Grilz, FdI: «Comune procederà con la pulizia, chiederemo denuncia»
Fratelli d’Italia Trieste interviene con una dura presa di posizione dopo l'imbrattamento della targa dedicata ad Almerigo Grilz, annunciando di aver già preso contatti con il Comune di Trieste affinché si proceda alla pulizia e anticipando
PoliticaAzione: «Non dobbiamo diventare Venice, dobbiamo puntare molto di più a essere Trieste»
Trieste deve costruire il proprio futuro turistico partendo dalla propria identità, senza trasformarsi in una sorta di estensione di Venezia e soprattutto senza trascurare le esigenze di chi vive quotidianamente la città. È la riflessione l
PoliticaTrieste, danneggiata la targa dedicata ad Almerigo Grilz, Lippi: «Azione scellerata e insensata»
Angelo Lippi, del comitato costituente Futuro Nazionale Trieste 23, interviene sul danneggiamento della targa della via dedicata ad Almerigo Grilz , esprimendo una netta condanna per quanto accaduto e definendo il gesto un'azione «scellerat

