Migranti, Ciriani (FdI-Ecr): “Udine e Pordenone nel nuovo sistema di frontiera contro la rotta balcanica”

"Le province di Udine e Pordenone saranno protagoniste dell’attuazione concreta del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. È un risultato importante per il Friuli Venezia Giulia, che conosce bene le conseguenze della pressione migratoria lungo la rotta balcanica. Una svolta per la quale abbiamo lavorato a lungo in Europa e che oggi, grazie al Governo Meloni, si traduce in strumenti più efficaci per gestire le procedure di frontiera e rimpatriare chi non ha diritto a rimanere". Lo dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani, vice-coordinatore ECR della commissione LIBE del Parlamento europeo.
Il provvedimento del Ministero dell’Interno amplia infatti il sistema delle cosiddette “frontiere diffuse”, individuando Udine e Pordenone tra le province nelle quali potranno essere applicate le procedure di frontiera previste dal nuovo quadro europeo. Un modello che consente di estendere oltre i tradizionali valichi di confine gli strumenti per la gestione accelerata delle domande di asilo e delle successive procedure nei confronti di chi non ha titolo a rimanere sul territorio nazionale.
"Su questi temi mi sono impegnato direttamente fin dall’inizio della legislatura europea - aggiunge Ciriani -. Sono stato relatore al Parlamento europeo del dossier sulla lista europea dei Paesi terzi di origine sicuri, un tassello fondamentale per rendere più rapide le procedure nei confronti di chi arriva da Paesi considerati sicuri e contrastare l’abuso del diritto d’asilo. Abbiamo lavorato perché l’Europa si dotasse finalmente di regole capaci di distinguere più rapidamente chi ha diritto alla protezione da chi invece non ha titolo per restare".
"È un altro passo importante da parte del Governo Meloni, che sta dando concretezza sul territorio a questo cambio di approccio nella gestione dell’immigrazione - conclude l'eurodeputato friulano -. Per Udine e Pordenone significa poter contare su strumenti più incisivi in un’area particolarmente esposta ai flussi della rotta balcanica. Ed è una soddisfazione vedere che il lavoro portato avanti al Parlamento europeo trova oggi un riscontro concreto proprio sul nostro territorio".
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