Impone l’islam a compagna e figli a Trieste. Cisint: "Violenza islamica ancora dentro casa nostra”

L'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint torna a porre l'attenzione sul tema della sicurezza e del contrasto alla radicalizzazione islamica, chiedendo l'approvazione di nuove misure normative che possano rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo.
La presa di posizione arriva all'indomani di un incontro con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, durante il quale, spiega la stessa esponente leghista, sarebbero state affrontate diverse questioni legate alla sicurezza e all'immigrazione.
Nel suo intervento Cisint fa riferimento a un recente episodio di cronaca, definendolo come l'ennesimo caso di violenza riconducibile, a suo giudizio, a contesti di radicalizzazione islamica.
«Violenza islamica dentro casa nostra, nel silenzio più assoluto di troppi», afferma l'europarlamentare, sostenendo che non si tratterebbe di episodi isolati ma di fenomeni che richiedono una risposta più incisiva da parte dello Stato.
Secondo Cisint è necessario introdurre norme più severe per contrastare i processi di radicalizzazione e impedire la diffusione di ideologie estremiste che, a suo avviso, risultano incompatibili con i principi e i valori dell'ordinamento italiano.
Tra le proposte sostenute dalla Lega vi sarebbe anche una revisione del sistema dei permessi di soggiorno attraverso un modello basato su criteri premiali e penalizzanti.
L'europarlamentare evidenzia infatti come il cosiddetto "permesso di soggiorno a punti" rappresenterebbe uno degli strumenti attraverso i quali intervenire nei confronti di soggetti che si rendano responsabili di comportamenti gravi o che manifestino segnali di radicalizzazione.
«Servono regole per bloccare i processi di radicalizzazione, fermare la diffusione del fanatismo islamico e rispedire a casa chi dimostra di non avere nulla a che fare con la nostra cultura e i nostri valori», dichiara Cisint.
L'esponente della Lega sostiene inoltre che strumenti normativi più incisivi potrebbero consentire di intervenire in maniera preventiva nei confronti di soggetti già segnalati per precedenti penali o comportamenti ritenuti incompatibili con il percorso di integrazione previsto dalla legislazione italiana.
Le dichiarazioni si inseriscono nel più ampio dibattito nazionale sui temi della sicurezza, dell'immigrazione e delle politiche di integrazione, argomenti che continuano a occupare una posizione centrale nel confronto politico italiano.
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