venerdì 7 agosto 2026
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Politica

"Implementare a Trieste una gestione efficace dei rifiuti e della raccolta differenziata"

Luca Marsi·
"Trieste non solo è la “maglia nera” della raccolta differenziata, ma
non ha neppure una visione del futuro, neanche di quello prossimo", è
questo il commento di Alessandra Richetti, candidata sindaco del
Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Trieste, sui dati forniti
recentemente da Arpa sulla gestione dei rifiuti in Friuli Venezia
Giulia.
 
"L’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha confermato nel
suo ultimo rapporto che anche quest’anno Trieste è ultima per i
risultati della raccolta differenziata nella nostra Regione, con solo
il 44% di raccolta differenziata contro l’81% di Pordenone. In pratica
il 56% dei rifiuti raccolti vengono smaltiti nel termovalorizzatore,
che, se da un lato produce energia, dall’altro è fonte di
inquinamento.
 
Oltre a promuovere con forza lo stile della raccolta differenziata,
che permette un vantaggioso riciclo dei materiali, bisogna pensare a
ridurre i rifiuti favorendo per esempio il criterio del riuso: nel
2015 sono state approvate le “Linee guida regionali” per la
realizzazione e la gestione dei centri di riuso, ma non mi risulta che
la Giunta comunale triestina si sia occupata di individuare risorse
per la loro realizzazione. E’ poi necessario incrementare il
conferimento dell’umido: dati recenti dicono che recuperiamo solo 6
sacchetti ogni 100 degli scarti alimentari che produciamo e poiché
dall’umido si crea compost, utile alla coltivazione, ne deriva un
valore economico. Altro tema forte su cui insistere è la raccolta
degli oli vegetali usati in cucina: versarli negli scarichi è
altamente dannoso e inquinante, come anche buttarli tra i rifiuti
indifferenziati. Per questo è urgente predisporre appositi contenitori
da affiancare a quelli già destinati alla raccolta differenziata,
seguendo l’esempio di tante altre città e riconoscendone il vantaggio.
Un’altra soluzione applicabile è l’utilizzo di eco compattatori
“premianti “posizionati anche nei pressi di negozi e supermercati che
rilasciano buoni sconto in cambio di bottiglie in plastica, flaconi e
lattine in alluminio.
 
Ma, in linea generale, è necessario rivedere tutto il Regolamento
comunale in materia di raccolta rifiuti: il territorio triestino ha
una morfologia variegata con insediamenti abitativi molto diversi per
cui la raccolta dei rifiuti andrebbe modulata a seconda di queste
condizioni. Tante sono le soluzioni possibili e migliorative:
introdurre la raccolta “porta a porta”, l’adozione di cassonetti
accessibili con una “card” per i residenti e, non ultimo, la creazione
in ogni rione di Centri di raccolta per quei rifiuti che non trovano
collocazione nei cassonetti.
 
Altra nota dolente sono i lunghi tempi di attesa per il servizio a
chiamata per il recupero dei cosiddetti “ingombranti”, di qui il loro
frequente abbandono in strada o nelle discariche abusive.
L’educazione ambientale è un momento fondamentale per crescere il
senso di responsabilità dei cittadini, come è opportuno
sensibilizzarli sui risparmi, anche economici, che un corretto
comportamento potrà portare, ma occorre guardare e imparare da modelli
già funzionanti in altra città, adeguarli alla nostra città, ai suoi
caratteri peculiari.
 
E infine una provocazione: la “raccolta pneumatica”! Creata in Svezia
già nel 1961 è oggi in uso in diverse città europee (ma anche nel
quartiere delle Varesine a Milano e nell’Eurosky di Roma) che hanno
saputo pianificare la crescita a vantaggio di una migliore vivibilità.
Il meccanismo è semplice: al posto dei cassonetti vengono installati
dei bidoni più piccoli collegati con delle tubature sotterranee che
inviano i rifiuti ai siti di stoccaggio per mezzo di un getto d’aria.
Riuniti i diversi rifiuti, essi vengono poi inviati in appositi centri
di raccolta.
Allora: perché non introdurre questa tipologia di raccolta nel
progetto di riqualificazione di Porto vecchio per esempio? Questo
potrebbe essere un prototipo innovativo per la nostra città"

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