giovedì 1 ottobre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
21/09 Museo Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata
Breaking
Parco del Mare. Cervesi-Governa (Azione): "Le complessità del progetto non siano un freno allo sviluppo cittadino" ◆ Emanuele Martucci firma con Pallacanestro Trieste ◆ Monfalcone avvia la trasformazione digitale nella gestione del patrimonio pubblico ◆ Salute del cervello, dall'8 all'11 ottobre visite e consulenze gratuite negli ospedali col bollino rosa ◆ Salute: Riccardi, "nuovo murales al Burlo valorizza umanizzazione cure" ◆ Eventi: Scoccimarro, "PalaChiarbola rinnovato è investimento su giovani" ◆ Monfalcone.“60 anni di Pro Loco”: una mostra fotografica tra memoria, territorio e futuro ◆ Bullian: “FVG Pride a Udine: il patrocinio è un segnale di rispetto e civiltà per tutte e tutti, contro ogni tipo di discriminazione" ◆ Presentata al Magazzino 26 in Porto Vecchio-Porto Vivo la mostra "Trieste Marittima. Armatori, porto e servizi dal 1836 al 1975" ◆ Ambiente: Scoccimarro, "Fvg seconda in Italia per qualità delle acque di balneazione" ◆ Logistica: Fedriga, sistema unico tra porti-interporti Nord Adriatico ◆ Fedriga su Regeni e rapporti con Egitto: «Non appassioniamoci a dichiarazioni televisivo-giornalistiche» ◆ Barcolana, Trieste si prepara all’invasione di visitatori: 45 addetti e 24 mezzi per la pulizia della città ◆ Veneto, aperte le iscrizioni per diventare Guardie Eco-Zoofile OIPA: corsi gratuiti dal 9 novembre ◆ A4, weekend di lavori: Passante di Mestre chiuso verso Milano da venerdì sera a lunedì mattina ◆ Parco del Mare. Cervesi-Governa (Azione): "Le complessità del progetto non siano un freno allo sviluppo cittadino" ◆ Emanuele Martucci firma con Pallacanestro Trieste ◆ Monfalcone avvia la trasformazione digitale nella gestione del patrimonio pubblico ◆ Salute del cervello, dall'8 all'11 ottobre visite e consulenze gratuite negli ospedali col bollino rosa ◆ Salute: Riccardi, "nuovo murales al Burlo valorizza umanizzazione cure" ◆ Eventi: Scoccimarro, "PalaChiarbola rinnovato è investimento su giovani" ◆ Monfalcone.“60 anni di Pro Loco”: una mostra fotografica tra memoria, territorio e futuro ◆ Bullian: “FVG Pride a Udine: il patrocinio è un segnale di rispetto e civiltà per tutte e tutti, contro ogni tipo di discriminazione" ◆ Presentata al Magazzino 26 in Porto Vecchio-Porto Vivo la mostra "Trieste Marittima. Armatori, porto e servizi dal 1836 al 1975" ◆ Ambiente: Scoccimarro, "Fvg seconda in Italia per qualità delle acque di balneazione" ◆ Logistica: Fedriga, sistema unico tra porti-interporti Nord Adriatico ◆ Fedriga su Regeni e rapporti con Egitto: «Non appassioniamoci a dichiarazioni televisivo-giornalistiche» ◆ Barcolana, Trieste si prepara all’invasione di visitatori: 45 addetti e 24 mezzi per la pulizia della città ◆ Veneto, aperte le iscrizioni per diventare Guardie Eco-Zoofile OIPA: corsi gratuiti dal 9 novembre ◆ A4, weekend di lavori: Passante di Mestre chiuso verso Milano da venerdì sera a lunedì mattina ◆
Politica

Il Partito Animalista Italiano dice no alla cabinovia di Trieste

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Fabio Rabak Delegato PAI Trieste

La promozione del turismo locale, la valorizzazione del territorio e l’acquisizione di rilevanza a livello internazionale per la città di Trieste, la promozione di un progetto nel quadro del trasporto pubblico ecosostenibile, la risoluzione del problema relativo al traffico intenso e alla “penetrazione da nord” della città: questi sono solo alcuni degli obiettivi che la costruzione dell’ovovia Porto Vecchio – Barcola – Carso si pone di raggiungere. In base alla considerazione degli esperti, però, nessuno di questi verrà realizzato, perché il progetto non prende in considerazione numerosi aspetti che, invece, dovrebbero essere valutati meticolosamente per definire l’effettivo impatto che tale progetto comporterebbe. 
 
E molti Triestini si sono fatti sentire a gran voce, manifestando apertamente il loro dissenso e proponendo una serie di alternative sostenute da attente analisi preliminari, che potrebbero proporsi come valide soluzioni. 
 
A opporsi a questo progetto, però, non sono solo i cittadini comuni, ma anche autorevoli esperti in ambito scientifico e culturale così come anche associazioni ambientaliste e animaliste del calibro di WWF, Legambiente e Lipu. Tutti hanno sottolineato l’atroce impatto ambientale che ne deriverebbe, dal momento che i lavori di costruzione dell’ovovia si scontrano con i principi di tutela ambientale e valorizzazione ecologica di un territorio che, da anni, conta numerose zone protette, che verrebbero danneggiate sia dai lavori di costruzione che dalla presenza stessa dell’impianto. Basti pensare all’esbosco permanente di un’area di circa 14 metri in corrispondenza dell’area verde di Barcola Bovedo, o ancora gli scavi previsti che non prevedono un’attenta analisi delle condizioni geologiche del terreno del Carso, e che andrebbero a inficiare la sicurezza idrogeologica dell’intera area. A questi danni si aggiunge anche l’effetto nefasto che i lavori causerebbero alla ricca fauna locale e all’habitat naturale che caratterizza i pendii del Carso. 
 
Ma i problemi non finiscono qui: anche dal punto di vista economico, la realizzazione di un progetto così ambizioso comporterebbe ingenti fondi ed elevati costi di gestione e di manutenzione, che faticherebbero ad essere recuperati considerando l’elevata esposizione della città a  condizioni climatiche particolari che disincentiverebbero i turisti a spendere i loro soldi per acquistare il biglietto. 
 
L’impianto, per di più, non risolverebbe quasi affatto il problema relativo al traffico, dal momento che la maggior parte degli spostamenti dal Carso alla città riguardano lavoratori occasionali o residenti fuori città, che non accoglierebbero positivamente la soluzione dell’ovovia, e continuerebbero comunque a spostarsi in auto. 
I fondi del PNRR che verrebbero stanziati per la costruzione della cabinovia potrebbero essere convogliati per progettare un’efficiente piano di collegamento tramite autobus elettrici inseriti nel quadro del sistema di trasporto locale della città. 
 
Per concludere, un argomento di così ampio interesse come questo, che comporterebbe una serie di ripercussioni sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista sociale, si presta perfettamente all’esercizio della cittadinanza attiva che vogliamo continui a dare vigore alla democrazia. Lasciare ai cittadini la possibilità di esprimere la loro opinione tramite un referendum sembra, ai nostri occhi, la soluzione più giusta.
 
Il Partito Animalista e Ambientalista Italiano sezione di Trieste appoggia il percorso delle associazioni e dei comitati per impedire la realizzazione di quest'esiziale opera.

 

Articoli correlati