Green pass obbligatorio, Ugl Ferrovieri: “Contro ogni forma di discriminazione sul luogo di lavoro”
Pubblichiamo da UGL Ferrovieri
Dal 15 ottobre "il green pass" diverrà obbligatorio per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che privato, ferrovieri compresi. Se allo stato attuale non c'è un obbligo vaccinale imposto dallo Stato la conseguenza logica è che "esiste anche la libertà di non vaccinarsi".
Non si possono usare metodi coercitivi e repressivi nei confronti dei lavoratori per convincerli a prendere una decisione che il Governo stesso non prende.
La Risoluzione Europea 2361 del 2021 prevede che “i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è sottoposto a pressioni politiche, sociali o di altro tipo per essere vaccinato se non lo desidera; garantire che nessuno venga discriminato per non essere stato vaccinato, per possibili rischi per la salute o per non volersi vaccinare; utilizzare i certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l'efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi”.
Alla luce di ciò, appare evidente che far pagare ai lavoratori il costo del tampone, necessario ad ottenere il green pass per svolgere la propria attività, diventa necessariamente un discrimine per "non essersi vaccinati" ed una pressione politica per "vaccinare chi non lo desidera" poiché i lavoratori non possono di certo permettersi di pagare centinaia di euro al mese per assolvere tale obbligo.
Non siamo disposti a far pagare ai ferrovieri i costi della sicurezza sul lavoro. Se vige uno stato di emergenza, devono essere le istituzioni ad assumersi tale onere : i tamponi devono essere gratuiti per tutti i lavoratori. L'UTILIZZO DEI TAMPONI DURANTE UNA PRESTAZIONE LAVORATIVA RIGUARDA LA SICUREZZA SUL LAVORO, e non devono essere di certo i lavoratori a pagarne il prezzo!
Come già anticipato nella lettera inviata dalla scrivente alla Regione in data 15 settembre, rimasta per ora senza riscontro, richiediamo al suddetto Ente Territoriale di rispettare la dignità di tutti i lavoratori del Friuli Venezia Giulia che in questo complicato periodo hanno contribuito, con dedizione e professionalità, a far muovere le persone e le merci con tutte le difficoltà legate alla pandemia, facendosi carico dei costi operativi per lo screening.
Per questi motivi, abbiamo indetto un sit-in a Trieste il giorno 25 settembre 2021 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 in Piazza Oberdan davanti al palazzo della Regione, dalla quale ci aspettiamo risposte concrete.
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