Governa (Azione) dopo scontri: «Due fazioni usano Trieste come terreno per loro propaganda»
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Arturo Governa, segretario comunale di Azione, esprime solidarietà ai funzionari di polizia feriti e agli operatori dell’informazione di Tele4 dopo gli scontri del 6 novembre a Trieste. In un post pubblicato sabato 7 novembre, Governa augura una pronta guarigione a chi ha avuto bisogno di cure e accusa due fronti contrapposti di usare la città come «terreno per la loro propaganda».
La solidarietà alle forze dell’ordine e a chi raccontava gli scontri
Il primo pensiero di Governa va ai funzionari di polizia rimasti feriti e alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine impegnati a tutelare l’ordine pubblico. Nel messaggio esprime vicinanza anche agli operatori di Tele4 che stavano documentando quanto accadeva nelle strade della città.
Governa condanna il comportamento di chi ha preso parte alle violenze e sostiene che a Trieste nessuno debba sentirsi in diritto di prendere di mira poliziotti o giornalisti durante una manifestazione.
L’accusa ai due fronti e la critica alla destra di governo
Nella lettura del segretario comunale di Azione, gli scontri si inseriscono in un «copione che ormai da troppi anni siamo costretti a subire». Da una parte, sostiene, c’è chi usa i migranti per attaccare politicamente il Governo. Dall’altra, chi sfrutta la paura e la rabbia dei cittadini per raccogliere consenso elettorale.
Governa richiama anche il confronto della sera precedente a Ring, dove era ospite. La sua critica si rivolge a una parte della destra di governo, che a suo giudizio preferisce commentare gli scontri e rinnovare le promesse anziché affrontare il tema dell’immigrazione. Nel post, il segretario sostiene che in cinque anni quelle promesse non abbiano trovato seguito.
Porto Vecchio e piazza Libertà, due questioni per la città
«Dobbiamo tornare a prenderci cura della nostra città», scrive Governa. Sul Porto Vecchio denuncia quella che considera una situazione di abbandono, richiamando il rischio che si possa morire in un luogo dove qualcuno è costretto ad accendere un fuoco per riscaldarsi.
Quanto a piazza Libertà, il segretario rivendica il diritto dei triestini di usare la piazza senza sentirsi in pericolo o coinvolti loro malgrado in quello che definisce «un happening permanente». In chiusura richiama l’identità di Trieste come «porta verso il mondo» e invita a reagire alla paura e al disorientamento.
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