Global Sumud Flotilla, Maria Luisa Paglia (Pd): “Società civile colma il vuoto lasciato dai Governi”

La Global Sumud Flotilla continua a far discutere e a mobilitare coscienze. Nei giorni scorsi la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha inviato una lettera alla premier Giorgia Meloni per chiedere tutela e protezione ai cittadini italiani che partecipano alla missione, sottolineandone la natura pacifica, non violenta e conforme al diritto internazionale.
Schlein ha ricordato che tra le 44 delegazioni provenienti da tutto il mondo vi sono numerosi cittadini italiani, compresi rappresentanti delle istituzioni come il deputato Arturo Scotto e l’eurodeputata Annalisa Corrado, oltre ad altri parlamentari di forze politiche diverse. La leader dem ha però messo in guardia rispetto alle dichiarazioni del governo israeliano, che ha già definito i partecipanti “alla stregua di terroristi”, ventilando il rischio di carcere duro.
La risposta di Giorgia Meloni è stata giudicata fredda e burocratica: la premier ha garantito assistenza e sicurezza ai connazionali, ma invitato a utilizzare i canali umanitari già esistenti, senza entrare nel merito del significato politico e simbolico che la Flotilla porta con sé.
il messaggio di trieste
In questo contesto, oggi a Trieste è intervenuta la segretaria cittadina del Partito Democratico, Maria Luisa Paglia, che ha parlato anche a nome del PD del Friuli Venezia Giulia.
“Il senso della Global Sumud Flotilla – ha detto Paglia – non è soltanto quello di portare aiuti a Gaza. È quello di dimostrare che i cittadini e le cittadine si stanno assumendo una responsabilità che i governi hanno abbandonato. È la società civile che colma il vuoto delle istituzioni incapaci di rispondere.”
Un discorso che richiama non solo l’urgenza dell’aiuto concreto, ma anche la denuncia di un silenzio europeo che, secondo Paglia, pesa come una corresponsabilità: “La missione mostra con la forza della nonviolenza il fallimento etico della diplomazia europea, troppo attenta agli equilibri geopolitici e troppo poco al sangue dei civili innocenti.”
un gesto politico e morale
“Chi salpa oggi nel Mediterraneo – ha aggiunto Paglia – non compie solo un atto di solidarietà, ma un gesto politico, morale e universale. Si afferma che la pace non è un’illusione, che la dignità umana non è negoziabile.”
Trieste, città di porto e di confine, diventa così per Paglia un luogo simbolico di sostegno e testimonianza: “Non possiamo che essere al loro fianco. La pace e la giustizia non hanno bandiere di parte, hanno il volto dei civili massacrati, dei giornalisti assassinati, dei bambini uccisi o lasciati morire di fame.”
l’appello alla scuola
Paglia ha infine rivolto un appello diretto ai sindacati della scuola, proponendo la valutazione di uno sciopero in solidarietà con la Flotilla:
“Non possiamo insegnare ogni giorno ai nostri studenti i principi del diritto universale dei bambini e degli adolescenti e, al contempo, restare indifferenti davanti a ciò che accade a Gaza. La scuola ha il dovere morale di difendere quei valori, senza voltarsi dall’altra parte.”
Un messaggio che unisce la dimensione politica, etica e civile, e che da Trieste vuole alzare la voce oltre i silenzi dei governi.
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