Doglia: "Oltre piazza Goldoni non mi muovo", Tronchin: "pattuglie non bastano, serve prevenzione" (VIDEO)

Il tema della sicurezza ha infiammato il dibattito nella diretta serale di Trieste Café, che ha visto il confronto tra Alessandro Tronchin (Partito Liberaldemocratico) e Anastasia Doglia (Forza Italia). A moderare la discussione, il giornalista Luca Marsi, affiancato dall’opinionista Stefano Rebek.
Sicurezza a Trieste: problema reale o solo percezione?
Ad aprire il dibattito è stata Anastasia Doglia, che ha subito chiarito la sua posizione: “Non è solo una percezione, la città è cambiata. Un tempo potevo tornare a casa a piedi anche di notte, oggi non mi sento più sicura nemmeno a casa mia”. La rappresentante di Forza Italia ha elencato una serie di episodi che hanno allarmato i cittadini: furti, vandalismi, risse, rapine, spaccio e persino il fenomeno delle baby gang.
Per far fronte a questa emergenza, Forza Italia ha presentato un’interrogazione in tutte le circoscrizioni per chiedere il ritorno del vigile, del poliziotto e del carabiniere di quartiere, con un pattugliamento dinamico nelle ore serali e notturne. “In alcune zone della città già si vede qualche miglioramento”, ha aggiunto Doglia, sottolineando il lavoro della caserma di via Ermet, i cui agenti quando possibile effettuano controlli a piedi per garantire maggiore sicurezza.
Tronchin: "Serve più personale, non solo interrogazioni"
Di opinione simile, ma con alcune sfumature diverse, Alessandro Tronchin (Partito Liberaldemocratico) ha riconosciuto l’aumento degli episodi di criminalità, pur invitando a una riflessione più ampia. “Non è solo un problema di Trieste, ma un fenomeno diffuso in molte città italiane”, ha dichiarato.
Tronchin ha puntato il dito sulla carenza di personale nelle forze dell’ordine, sostenendo che senza un potenziamento dell’organico, qualsiasi misura resterà insufficiente. Ha poi sollevato la questione del sovraffollamento del carcere di Trieste, evidenziando la visita recente di un ispettore che ha confermato come la struttura ospiti oltre 100 detenuti in più rispetto alla capienza prevista.
Ma l’affondo più critico è arrivato sulla gestione dei controlli alle frontiere: “Molti agenti sono ancora impiegati nei valichi, invece di essere destinati alla sicurezza urbana”, ha dichiarato, invitando il governo a rivedere le priorità operative.
Baby gang, vandalismi e il ruolo dei social
Uno dei temi più discussi della serata è stato quello delle baby gang, che negli ultimi mesi hanno generato allarme sociale con aggressioni nei fast food e nelle strade del centro. Doglia ha attribuito parte della responsabilità agli influencer e ai modelli negativi diffusi sui social media, citando il fenomeno dei “maranza”: giovani che idolatrano personaggi controversi e si ispirano a una cultura di violenza e ostentazione.
Tronchin ha invece criticato l’assenza di politiche educative efficaci, affermando che il problema “non si risolve solo con l’inasprimento delle pene, ma con un serio lavoro di prevenzione”. Ha poi ricordato che la presenza massiccia di vigilantes nei locali frequentati dai giovani è un segnale di degrado, evidenziando la necessità di soluzioni a lungo termine.
Cosa serve davvero per migliorare la sicurezza?
L’opinionista Stefano Rebek ha provato a sintetizzare le due posizioni, sottolineando che la sicurezza non può essere trattata solo con slogan o misure tampone, ma richiede strategie concrete e investimenti.
Il confronto tra Forza Italia e Partito Liberaldemocratico ha confermato quanto il tema sia sentito dai cittadini e quanto il dibattito politico sia acceso su quali siano le soluzioni migliori.
Se da una parte Doglia spinge per un maggior controllo del territorio con un aumento della presenza delle forze dell’ordine e un’azione più decisa contro il degrado, Tronchin insiste sulla necessità di una riforma strutturale che parta dal potenziamento del personale e dalla gestione del sistema carcerario.
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