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Politica

Cpr Gradisca, Sardine Fvg: «Chiusura immediata, completamente impermeabile dall'esterno»

Luca Marsi·

«La morte di Vakhtang Enukidze, un uomo georgiano di 38 anni, detenuto amministrativo nel Centro per il rimpatrio di Gradisca di Isonzo non è un caso isolato: a Caltanissetta un altro cittadino straniero di 34 anni è morto all’interno del Cpr, mentre a Potenza è stata aperta un’indagine per la somministrazione abusiva di farmaci agli ospiti del centro.
Queste strutture vanno chiuse e vanno chiuse subito e contestualmente va chiesta a gran voce "VERITA' E GIUSTIZIA" per Vakhtang e per tutte le persone all'interno di queste strutture che, di fatto, sono dei "non luoghi", sono istituzioni di esclusione e di violenza, che altro non sono che istituzioni totali, in cui i "detenuti amministrativi" vengono privati anche dei loro diritti da detenuti
». Lo sottolineano le Sardine Fvg

«Le strutture - ancora -  risultano essere completamente impermeabili dall'esterno, la cui impermeabilità premette a tutti gli effetti una piena violazione dei diritti umani, come se oltre quel muro esistesse uno Stato nello Stato, un luogo in cui i diritti umani possano essere sospesi e le convenzioni internazionali, ratificate dal nostro Paese, perdano il loro valore assoluto. Le persone credono che nei Cpr vi siano dei delinquenti, in realtà, in queste strutture finisce chiunque veda revocato il proprio permesso di soggiorno come badanti e lavoratori che non hanno più trovato occupazione o chiunque veda respinta la propria richiesta di protezione, sempre più difficile da ottenere da quando i decreti sicurezza hanno eliminato la protezione umanitaria».

«Le sardine - conclude la nota - del Friuli Venezia Giulia, intendono mantenere viva l'attenzione su questo tema e chiedono:
1) Che il Governo disponga la chiusura immediata di queste "Istituzioni totali" e contestualmente si attivi per l'abrogazione dei Decreti sicurezza
2) Che nel frattempo venga istituita una Commissione Parlamentare di vigilanza sia per il caso di Vakhtang, sia per tutti gli altri casi menzionati, attribuendo alla stessa anche il dovere di vigilare sulle condizioni di vita all'interno delle strutture.
3) Che i cpr vengano resi permeabili, consentendo alle associazioni che si muovono in tutela dei Diritti Umani di entrare nei diversi centri italiani per vigilare sulle condizioni di vita e di salute delle persone all'interno.
4) Che l'amministrazione regionale blocchi l'apertura, già prevista, degli altri 4 centri regionali
Contestualmente le sardine del FVG intendono promuovere e affiancare campagne nazionali per chiedere con forza e fermezza la chiusura definitiva di queste strutture dello Stato, non degne di un Paese democratico
».

 

Ph: Luca Zonch

 

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