Cisint: “Fvg lasciato solo nella gestione della rotta balcanica. Serve accordo tra Frontex e Bosnia”

In un intervento in diretta sui propri canali social, l’europarlamentare Anna Cisint ha affrontato il tema della rotta balcanica e dell’emergenza migratoria che sta interessando il Friuli Venezia Giulia, definendo “isolata” la posizione della regione rispetto al resto del Paese.
“La nostra terra – ha dichiarato – subisce la pressione della rotta balcanica che parte da Bijač, in Bosnia, e attraversa la Croazia fino ad arrivare a Trieste. In questo periodo i numeri sono davvero esagerati, e la gestione della situazione è inaccettabile”.
Cisint ha spiegato di aver chiesto ufficialmente alla Commissione europea di intervenire, sollecitando in particolare il Commissario europeo all’Immigrazione, Brunner, a stipulare un accordo operativo tra Frontex e la Bosnia Erzegovina, al fine di “fermare i flussi migratori alla frontiera prima che raggiungano l’Unione europea”.
“Situazione critica tra Trieste e Gorizia: non ci sono più posti disponibili”
L’europarlamentare ha aggiunto che la situazione è diventata particolarmente difficile nelle province di Trieste e Gorizia, dove “le strutture di accoglienza sono ormai sature”.
“Ho già parlato con il prefetto e il questore di Gorizia – ha affermato – e so che stanno lavorando con impegno, ma così non si può andare avanti. Non ci sono più spazi disponibili, e i numeri sono troppo alti. È necessario che chi è già qui venga redistribuito altrove”.
Cisint ha annunciato di aver contattato il Ministero dell’Interno, con l’intenzione di coordinarsi con il ministro Matteo Piantedosi e il sottosegretario Nicola Molteni per trovare una soluzione rapida: “Chiederemo che il Friuli Venezia Giulia venga alleggerito, perché non possiamo più sostenere questa pressione”.
Appello all’Unione europea e richiesta di un presidio Frontex ai confini
Nel suo intervento, Cisint ha ribadito la necessità di una presenza stabile di Frontex in Bosnia, con uomini e mezzi operativi lungo la linea di confine, oltre all’eventuale installazione di barriere fisiche: “Solo così sarà possibile ridurre concretamente gli arrivi. Il nostro obiettivo è chiaro: non devono arrivare né via mare né via terra”.
Ha poi ricordato come il Friuli Venezia Giulia si trovi in una posizione unica e strategica: “La rotta balcanica non può essere ignorata. È una questione europea, non regionale”.
“Massima attenzione alla sicurezza e al rispetto delle leggi”
L’europarlamentare ha infine affrontato il tema della radicalizzazione religiosa, sostenendo che sia necessaria la massima attenzione e vigilanza.
“Il rispetto del diritto di culto – ha sottolineato – non può mai essere in contrasto con le leggi dello Stato e con i principi della nostra Costituzione. Il nostro obiettivo è la sicurezza dei cittadini, la tutela delle famiglie e il rispetto del territorio”.
Cisint ha concluso assicurando che continuerà a lavorare “ogni giorno, in Europa e in Italia”, per garantire una gestione più equa e sicura della questione migratoria: “Non sempre si racconta ciò che facciamo, ma vi assicuro che stiamo agendo con determinazione e costanza”.
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