Cason: “Basta divisioni, il 25 aprile è di tutti”. Pasino: “È la base della nostra democrazia” (VIDEO)

Mercoledì 16 aprile, nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, condotta da Luca Marsi, si è svolto un interessante confronto tra Alberto Pasino, consigliere Comunale di Punto Franco, e Roberto Cason, onsigliere Comunale di Civica Idea Giuliana. Il tema principale, l’imminente ricorrenza del 25 aprile, è stato affrontato con toni pacati ma con posizioni distinte, in un confronto che ha mostrato quanto la celebrazione della Liberazione sia ancora oggi, a Trieste, terreno di confronto politico e culturale.
“Guardare avanti, ma senza dimenticare”
Ad aprire il dibattito è stato Cason, che ha sottolineato come il 25 aprile debba essere “una celebrazione, non una commemorazione divisiva”. Secondo Cason, è necessario “guardare al futuro con lungimiranza, senza però dimenticare le esperienze del passato”. Pur definendosi critico verso le “rievocazioni storiche troppo politicizzate”, ha ribadito che la ricorrenza rappresenta la liberazione dal nazifascismo e che “non è la festa dei comunisti, ma di tutti gli italiani”.
Cason ha anche evidenziato che “i partigiani non erano solo rossi, ma anche bianchi, cattolici e repubblicani”. Da qui l’appello a trasformare il 25 aprile in un momento di unione e non di scontro: “Il sindaco non ha mai fatto mancare la sua presenza, e questo dice molto”.
Pasino: “La liberazione ci ha permesso di essere una democrazia”
Sulla stessa linea si è espresso Pasino, che ha definito la ricorrenza “un punto fondante della nostra democrazia”. Secondo l'esponente di Punto Franco, “solo chi ancora si riconosce nei valori avversati da quella pagina storica può non riconoscersi nel 25 aprile”. Ha aggiunto che “la maggior parte degli italiani sente quella data come propria”, e ha invitato a non cedere alle “polemiche di chi cerca visibilità”.
Pasino ha poi riconosciuto che “la presenza di simboli divisivi, come le bandiere rosse in Carso, può creare disagio”, ma ha chiesto anche di “guardare alle ferite storiche subite dalle popolazioni slovene durante il fascismo, ferite che ancora oggi vengono sublimate anche attraverso quei simboli”.
Una visione condivisa per il futuro
Nel finale, entrambi hanno espresso la speranza che il 25 aprile possa diventare sempre più “una festa di tutti”. Cason ha auspicato un superamento delle divisioni ideologiche, mentre Pasino ha ribadito l’importanza di riconoscere il valore universale della liberazione dal nazifascismo come base per il vivere democratico.
Il confronto ha dato voce a due sensibilità diverse ma rispettose, entrambe consapevoli dell’importanza di trasformare una data simbolica in un’occasione di riflessione e coesione.
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