Caso bambini in piazza Libertà, Paglia attacca: “Questa è educazione, non propaganda”

Continua ad allargarsi il dibattito politico attorno alla visita a Trieste della classe di una scuola di Marostica coinvolta in un progetto educativo dedicato alla rotta balcanica e alla solidarietà verso i migranti presenti in piazza Libertà.
Dopo le dure critiche arrivate nelle ultime ore da esponenti del centrodestra, interviene ora anche la segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste Maria Luisa Paglia, che prende posizione in difesa dell’esperienza scolastica e del lavoro svolto da docenti e istituti coinvolti.
“Quanto sta accadendo attorno alla visita di una classe scolastica in piazza Libertà rappresenta un fatto grave, non per l’esperienza vissuta dagli studenti, ma per il livello della polemica politica che si è scelto di costruire”, dichiara Paglia in una nota diffusa dal Pd triestino.
Secondo la segretaria democratica, il progetto avrebbe rappresentato un percorso di educazione civica, solidarietà e conoscenza della realtà sociale, sviluppato all’interno delle normali procedure previste dalla scuola pubblica.
Paglia sottolinea infatti che le attività scolastiche e le uscite didattiche vengono discusse negli organismi collegiali competenti e condivise preventivamente con le famiglie.
“Tentare di trasformare questa esperienza in un caso politico significa o ignorare completamente come funziona la scuola italiana oppure, peggio, strumentalizzare consapevolmente dei minori per finalità propagandistiche”, afferma.
Nel comunicato viene inoltre richiamato l’articolo 33 della Costituzione italiana, che tutela la libertà dell’insegnamento, insieme al principio di autonomia scolastica.
Secondo Paglia, l’idea di chiedere l’intervento del ministro dell’Istruzione su un progetto educativo di questo tipo rappresenterebbe “un fatto che desta profonda preoccupazione”.
La segretaria del Pd collega poi il dibattito anche ai temi della gestione sociale e delle fragilità presenti sul territorio.
“Chi si dice scandalizzato da alcuni ragazzi che portano un panino a persone in difficoltà dovrebbe spiegare ai cittadini perché quelle persone continuano a vivere in strada, senza risposte strutturali, senza accoglienza dignitosa, senza soluzioni reali”, sostiene.
Nel suo intervento Paglia accusa inoltre chi governa Comune, Regione e Paese di voler “spostare l’attenzione dai propri fallimenti” su temi come sicurezza, sanità pubblica, politiche giovanili e gestione delle fragilità sociali.
Secondo la segretaria democratica, la scuola italiana deve continuare a formare cittadini consapevoli, capaci di sviluppare senso critico e comprendere i valori della solidarietà, della dignità umana e della convivenza democratica.
“Questo non è indottrinamento: è educazione”, conclude Paglia, esprimendo “piena solidarietà” a docenti, dirigenti scolastici, famiglie e al mondo della scuola pubblica.
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