Pubblichiamo dal segretario generale provinciale FSP POLIZIA DI STATO ALESSIO Edoardo
Anche a Trieste si acuisce il modello ormai noto e vigliacco made “ Arancia meccanica” cioè la violenza dei piccoli delinquenti senza umanità.
Serve immediatamente una risposta normativa da parte delle Istituzioni e della società, inutile sottolinearlo oltre.
Il mancato rispetto delle istituzioni e dell’essere umano in particolare, deve essere riportato sulla retta via nella maniera più veloce possibile in virtù degli accadimenti che dimostrano in maniera incontrovertibile che, anche qui a Trieste come in altre parti d’Italia, il fenomeno sta prendendo pieghe preoccupanti.
Queste gang nostrane, falsa riga delle più famose Gang americane, hanno nella violenza lo scopo principale della loro esistenza, per loro è normale aggredire con calci e pugni senza mostrare alcun rimorso e pietà chiunque diventi, nelle loro menti, un facile obbiettivo, l’offesa e l’umiliazione fanno poi da corollario per infliggere dolore fisico e mentale alle loro prede, trovando nuova forza per altri vili attacchi.
Questi gruppetti di bulli da strapazzo, che scorrazzano nelle nostre città in cerca di vittime, hanno nella loro il comune denominatore della mancanza di sensibilità ed educazione.
Oramai elencare i fatti di cronaca che li riguardano, in Italia e anche a Trieste, è quasi impossibile, l’ultimo in ordine di tempo, risale al 3 maggio dove, uno di questi gruppi, in maniera ancora da accertare definitivamente, ha prima molestato una ragazzina e poi aggredito brutalmente e vilmente ( 8 contro 1) il fratello venutogli in soccorso, procurandogli 10 giorni di prognosi salvo complicazioni.
Nel nostro Paese, il fenomeno è diverso da quello legato alle etnie americane, ma comincia comunque a formarsi per le influenze di arrivi dall’estero di giovani di altre regioni mondiali, tutto associato alla poca severità delle normative vigenti, troppo permissive su questioni del genere pur sollecitate dalla cronaca a dai media.
Gli adolescenti più a rischio risultano quelli con una bassa scolarizzazione e con famiglie disagiate o gruppi di stranieri ormai organizzati in clan.
Altro fattore di rischio e la mancanza di figure all’interno delle famiglie di appartenenza che non riescono, volenti o nolenti, a seguire con accuratezza la crescita dei loro figli.
Molte volte la situazione si aggrava, anche per il consumo, da parte di questi giovani, di sostanze stupefacenti o psicotrope, che ne aumentano l’aggressività o che comunque, gli inseriscono in un circolo vizioso di criminalità, che da disorganizzata e locale si avvia ad una trasformazione ben definita e professionale; uscire poi da questi meccanismi diventa sempre più complesso è difficile, ecco perché si deve intervenire energicamente, fin da subito, e lo si deve fare cambiando le norme legislative e dare un contorno molto più severo ed incisivo in modo da far intervenire le forze dell’ordine con efficacia, andando a reprimere i fenomeni esistenti e poi a prevenirli.
Facciamo appello alle Istituzioni di prodigarsi, quanto prima, alla redazione di leggi stringenti a tutela dei deboli e a supporto delle F.O. Per risolvere il problema prima che esso diventi una vera e propria emergenza sociale, come abbiamo visto nei paesi americani.