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Politica

Assessore Tognolli attacca Vannacci: “Un abile pifferaio che parla alla pancia degli elettori”

redazione·
Assessore Tognolli attacca Vannacci: “Un abile pifferaio che parla alla pancia degli elettori”

L'assessore comunale alle Politiche sociali di Trieste, Massimo Tognolli, interviene nel dibattito politico nazionale con una riflessione particolarmente severa nei confronti di Roberto Vannacci, prendendo spunto dalle polemiche che negli ultimi giorni hanno accompagnato alcune dichiarazioni attribuite all'europarlamentare sul tema del femminicidio.

Tognolli premette di non sapere se la frase contestata sia stata effettivamente pronunciata nei termini riportati da parte della stampa nazionale. Tuttavia, dopo aver seguito una parte dell'intervista televisiva trasmessa da La7, l'assessore sostiene di aver maturato una convinzione precisa sul fenomeno politico rappresentato da Vannacci.

“Mi è sembrato l'ennesimo abile pifferaio”

Nel suo intervento, Tognolli descrive Vannacci come una figura capace di costruire consenso attraverso una comunicazione immediata ed emotiva.

«Mi è sembrato l'ennesimo abile pifferaio: slogan semplici, frasi a effetto e grande sicurezza nell'esposizione per parlare alla pancia di un determinato elettorato», scrive.

Parole che rappresentano il cuore della sua critica e che si concentrano non tanto sulla singola dichiarazione oggetto di polemica, quanto sul metodo comunicativo e politico che, secondo l'assessore, caratterizzerebbe l'esponente politico.

La critica alla remigrazione

Tra i temi affrontati da Tognolli vi è quello della cosiddetta remigrazione, proposta che negli ultimi mesi ha trovato spazio nel dibattito pubblico nazionale.

L'assessore ritiene che si tratti di un progetto sostanzialmente irrealizzabile e utilizza un'immagine molto efficace per spiegare la propria posizione.

«È come voler far rientrare il dentifricio nel tubetto», osserva.

Secondo Tognolli, alcune proposte vengono avanzate pur sapendo che difficilmente potranno essere concretizzate, ma risultano comunque utili a conquistare attenzione e consenso.

“Conta più la promessa della realtà”

L'analisi dell'assessore si allarga poi al rapporto tra politica e opinione pubblica.

A suo giudizio, nella fase storica attuale il successo elettorale è spesso determinato dalla capacità di lanciare messaggi forti e facilmente comprensibili, più che dalla reale possibilità di trasformarli in provvedimenti concreti.

«Nella politica contemporanea spesso conta più la promessa che la sua concreta realizzazione», afferma.

Un meccanismo che, secondo Tognolli, rischia di produrre consenso immediato ma anche successive delusioni quando la distanza tra slogan e realtà diventa evidente.

Le preoccupazioni per il clima politico

Dietro la critica a Vannacci emerge anche una riflessione più ampia sul clima sociale e politico contemporaneo.

Per Tognolli esiste una parte della società particolarmente sensibile a messaggi semplificati e fortemente identitari, una dinamica che ritiene meritevole di attenzione.

L'assessore non limita quindi la sua analisi alla figura del singolo leader, ma richiama un fenomeno più generale che riguarda il rapporto tra comunicazione politica, consenso e aspettative degli elettori.

“Di personaggi così ne abbiamo già visti tanti”

Nelle battute finali del suo intervento, Tognolli guarda alla storia politica recente e sottolinea come fenomeni simili non rappresentino una novità.

«Di personaggi così ne abbiamo già visti tanti. E, con ogni probabilità, ne vedremo ancora», conclude.

Una riflessione che chiude il suo ragionamento e che riporta al centro il tema della responsabilità della comunicazione pubblica e della capacità dei cittadini di distinguere tra promesse, slogan e concreta possibilità di realizzazione.

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