Pubblichiamo dalla Segreteria Regionale UNARMA Friuli Venezia Giulia
"In un recente articolo del suo Centro Studi Politici ed Economici,
Unarma ASC ha affrontato il problema del controvalore dei pasti per i
Carabinieri.
Gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari si ripercuotono
negativamente sulla qualità del vitto dei
carabinieri. Per prassi i contratti per il servizio di catering e le
convenzioni con gli esercizi di
ristorazione presenti nel territorio nazionale si stipulano prima che
inizi l’anno e pertanto non sono
coerenti con l’attuale aumento dell’inflazione…Per onorare gli accordi
presi e garantirsi comunque il giusto livello di redditività i
ristoratori sono costretti ad abbassare la qualità dei prodotti che
utilizzano determinando un peggioramento delle pietanze da servire ai
carabinieri.
Anche per la gestione diretta di ristorazione gli importi previsti,
visto l’aumento dei prezzi dei generi
alimentari, non sono più idonei a garantire un pasto dignitoso.
In questi giorni è giunta al Comando Compagnia Carabinieri di Palmanova
da parte del Comando Legione Carabinieri FVG la domanda di rinnovo, al
medesimo corrispettivo dell’anno precedente, del servizio di mensa
offerto in convenzione da un ristoratore locale. Il ristoratore ha già
fatto presente che a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e
delle forniture non potrà rinnovare la convenzione al prezzo indicato
nella proposta con la conseguenza che, in assenza di una sostanziale
rideterminazione del corrispettivo che tenga conto degli aumenti
anzidetti, la convenzione non potrà essere rinnovata.
Per risolvere la problematica, in assenza di una risposta che preveda
gli aumenti richiesti, al fine di
mantenere il servizio in convenzione, che altrimenti il 31/12/2022
cesserà di esistere, si spera che non
venga ad alcuno in mente l’idea di far pagare la differenza direttamente
al personale che usufruisce
del servizio.
Il Comando Compagnia Carabinieri di Tolmezzo ha già ricevuto dal
ristoratore che offre il servizio
mensa in convenzione la disdetta del servizio per il prossimo anno
qualora non venga accettato un
prezzo superiore per ogni pasto. Anche in questo caso l’aumento è
sostanziale. Sembrerebbe che per
risolvere il problema si stia pensando di stipulare un contratto di
servizio catering con la medesima
ditta che offre lo stesso servizio al vicino ospedale, portando gli
stessi pasti ed agli stessi orari anche ai carabinieri.
Da moltissimi iscritti in servizio presso le Stazioni Carabinieri ove è
ancora aperto il punto cottura,
giungono sempre le medesime lamentele, secondo le quali, a causa
dell’aumento dei costi dei generi
alimentari, non si riesce ad acquistare beni che garantiscano un pasto
congruo ai carabinieri in
servizio, dovendo questi ultimi integrare quotidianamente con somme di
danaro personali.
Anche per le mense il problema non cambia in quanto sono giunte
segnalazioni circa la scarsa qualità
delle pietanze offerte ai carabinieri; la mensa del provinciale di
Trieste da alcuni giorni ha addirittura interrotto il servizio per il
secondo ordinario, proponendo ancora il fatidico “sacchetto”.
La pubblicazione N-29 recita: “il militare deve essere messo nelle
condizioni di fruire di un pasto
completo … in modo agevole e decoroso …”
Se il Comando Generale crede veramente in quello che scrive e non lo fa
solo per “sistemare” la
pratica, perché continuare a proporre soluzioni fantasiose che, guarda
caso, producono sempre un
danno al carabiniere e quindi malessere diffuso e non, invece, cercare
soluzioni più idonee?
Secondo l’indagine del Centro Studi, con la quale questa segreteria è
d’accordo, si ritiene che il
controvalore del pasto andrebbe indicizzato e tarato sulla base
dell’inflazione in modo da garantire
uno standard alimentare costante ai militari della Benemerita.
In tale ottica dovrebbe essere rivisto l’attuale regime del TAG
prevedendo l’erogazione di buoni pasto
spendibili ovunque (per il catering, per le convenzioni, per la gestione
diretta).
Inoltre, considerato il problema delle commissioni sui buoni pasto
cartacei, si chiede che si inizi a
prevedere la possibilità di erogare buoni pasto direttamente in busta
paga. Siamo consapevoli che le rivoluzioni non si fanno in un giorno,
pertanto, essendo il problema imminente per i carabinieri, nell’attesa
di una visione più lungimirante del TAG, si chiede di prevedere
soluzioni che permettano di riesumare i buoni pasto cartacei, già pagati
dall’amministrazione, presenti in ogni cassaforte dei comandi Compagnia
e superiori, pulirli dalla muffa ed impiegarli per integrare le
anacronistiche, ridicole ed irrisorie somme previste per i servizi
catering o in convenzione e per la gestione diretta, prima che si
raggiunga la data di scadenza e quindi prima che si aggiunga il danno
alla beffa".