Coltan sotto sequestro nel Porto di Trieste, è mistero
“Il Governo sgombri la nebbia che avvolge da mesi la sorte di un carico di minerale raro strategico spedito dal Venezuela alla volta del porto di Trieste. In una fase delicatissima dei rapporti internazionali, il Governo deve chiarire se l'Italia sta sostenendo il regime di Maduro favorendo una politica di importazioni dal Venezuela al nostro Paese, in particolare per quanto riguarda materie prime rare ad alto valore aggiunto come il 'coltan', minerale fondamentale nella produzione di apparecchi elettronici avanzati”.
Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, rendendo nota una sua interpellanza ai ministri delle Infrastrutture e Trasporti, dell'Economia e Finanze e degli Affari esteri, con cui, oltre ai chiarimenti sugli indirizzi di politica estera, chiede “se il Ministro dei Trasporti risulti essere a conoscenza di questo trasporto di minerale verso l’Italia e se il carico abbia davvero raggiunto il porto di Trieste e, ove confermato, se il ministro delle Finanze risulti essere a conoscenza dell'identità del soggetto importatore e se abbia ottemperato a tutte le normative, italiane e comunitarie, e a tutti gli obblighi doganali previsti per tale particolare tipologia di materia prima”.
Nell'interpellanza, Serracchiani ripercorre le tappe di una vicenda che ha il suo inizio 'ufficiale' il 10 maggio 2018, con Nicolás Maduro che annuncia: “Oggi parte la prima esportazione nella storia economica del Venezuela di un minerale chiamato coltan e verrà esportato dal Venezuela alla Repubblica d'Italia”.
Altre fonti parlano del rafforzamento dei legami commerciali del Venezuela con l'Italia “per l'esportazione di Coltan al fine di diversificare l'economia del paese e affrontare la guerra economica”.
Contemporaneamente, conferme da parte italiana giungono per voce del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza il quale confermava la notizia del prossimo arrivo del coltan venezuelano nel porto giuliano.
Il primo cittadino ha spiegato che tale arrivo avrebbe fatto seguito alla visita di una delegazione venezuelana interessata a utilizzare, per la trasformazione industriale, la zona franca sita in un'area presso il capoluogo e a incontri presso le infrastrutture scientifiche dell'Area di Ricerca (Ente di ricerca nazionale) e di Elettra - Sincrotrone Trieste (società consortile per azioni di interesse nazionale). Dipiazza ha aggiunto che il contratto sarebbe già stato firmato con l'approvazione del “ministro delle Esportazioni”.
“A fronte delle ripetute affermazioni di autorità venezuelane e dell'asserito coinvolgimento di soggetti istituzionali italiani, è legittimo – sottolinea Serracchiani – sapere se l'Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro e se Trieste sia la porta di questi traffici”.
Nell'interpellanza, Serracchiani ripercorre le tappe di una vicenda che ha il suo inizio 'ufficiale' il 10 maggio 2018, con Nicolás Maduro che annuncia: “Oggi parte la prima esportazione nella storia economica del Venezuela di un minerale chiamato coltan e verrà esportato dal Venezuela alla Repubblica d'Italia”.
Altre fonti parlano del rafforzamento dei legami commerciali del Venezuela con l'Italia “per l'esportazione di Coltan al fine di diversificare l'economia del paese e affrontare la guerra economica”.
Contemporaneamente, conferme da parte italiana giungono per voce del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza il quale confermava la notizia del prossimo arrivo del coltan venezuelano nel porto giuliano.
Il primo cittadino ha spiegato che tale arrivo avrebbe fatto seguito alla visita di una delegazione venezuelana interessata a utilizzare, per la trasformazione industriale, la zona franca sita in un'area presso il capoluogo e a incontri presso le infrastrutture scientifiche dell'Area di Ricerca (Ente di ricerca nazionale) e di Elettra - Sincrotrone Trieste (società consortile per azioni di interesse nazionale). Dipiazza ha aggiunto che il contratto sarebbe già stato firmato con l'approvazione del “ministro delle Esportazioni”.
“A fronte delle ripetute affermazioni di autorità venezuelane e dell'asserito coinvolgimento di soggetti istituzionali italiani, è legittimo – sottolinea Serracchiani – sapere se l'Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro e se Trieste sia la porta di questi traffici”.
Contemporaneamente, conferme da parte italiana giungono per voce del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza il quale confermava la notizia del prossimo arrivo del coltan venezuelano nel porto giuliano.
Il primo cittadino ha spiegato che tale arrivo avrebbe fatto seguito alla visita di una delegazione venezuelana interessata a utilizzare, per la trasformazione industriale, la zona franca sita in un'area presso il capoluogo e a incontri presso le infrastrutture scientifiche dell'Area di Ricerca (Ente di ricerca nazionale) e di Elettra - Sincrotrone Trieste (società consortile per azioni di interesse nazionale). Dipiazza ha aggiunto che il contratto sarebbe già stato firmato con l'approvazione del “ministro delle Esportazioni”.
“A fronte delle ripetute affermazioni di autorità venezuelane e dell'asserito coinvolgimento di soggetti istituzionali italiani, è legittimo – sottolinea Serracchiani – sapere se l'Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro e se Trieste sia la porta di questi traffici”.
“A fronte delle ripetute affermazioni di autorità venezuelane e dell'asserito coinvolgimento di soggetti istituzionali italiani, è legittimo – sottolinea Serracchiani – sapere se l'Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro e se Trieste sia la porta di questi traffici”.
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