Logistica, Pellegrino (AVS): nel DDL 71 conciliare sviluppo e ambiente
"Il disegno di legge 71 sulla disciplina urbanistica degli insediamenti logistici affronta un tema strategico per l'economia del Friuli Venezia Giulia, ma non può limitarsi a facilitare lo sviluppo senza rafforzare in modo altrettanto chiaro le tutele per l'ambiente e per le comunità locali". Così in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo sul provvedimento approvato in IV Commissione.
"Servono garanzie pubbliche più solide. Per interventi di grandi dimensioni - prosegue Pellegrino - devono essere previste fideiussioni realmente efficaci e immediatamente realizzabili, perché non possiamo correre il rischio che eventuali blocchi dei cantieri o fallimenti degli operatori ricadano sui cittadini o sulle amministrazioni, i quali invece devono poter avere trasparenza sui progetti, prevedendo un piano industriale dettagliato e verificabile, con indicazione di tempi, costi e occupazione prevista. La Regione può avere funzione regolatrice sulla posizione di questi impianti, affinché zone che sono già compromesse da forti cementificazioni e traffico pesante non subiscano ulteriori azioni di consumo di suolo, soprattutto se i poli logistici già realizzati non vengono utilizzati al meglio e nella loro massima disponibilità".
"Un grande polo logistico modifica profondamente i flussi di traffico e l'equilibrio della viabilità. Gli effetti devono essere analizzati in modo rigoroso e preventivo, su scala locale e sovracomunale. E' per questo - dettaglia la consigliera - che chiederemo di attuare misure di mitigazione definite prima delle autorizzazioni e analizzando le emissioni climalteranti lungo tutta la filiera logistica, comprese quelle indirette, come definito dalla ISO 14064-1 che indicano di quali regole e quali norme dotarsi per il buon costruire, così da avere una reale misura dell'impatto ambientale dei nuovi poli logistici".
"Infine chiediamo che le opere di mitigazione e compensazioni siano reali, di carattere ambientale, urbanistico, ma anche sociale, concordate con tutti i Comuni coinvolti, e che non ricadano esclusivamente in quello in cui viene insediato l'impianto. Troppe volte ci siamo trovati di fronte a dover accogliere delle mitigazioni e compensazioni che non hanno prodotto alcun beneficio per le popolazioni, ove gravano queste grandi opere", aggiunge la rosso-verde. "Sebbene il nostro punto di vista sia quello delle Opposizioni, ci poniamo l'obiettivo di votare una legge scritta in maniera tale che non ci siano essere delle pieghe in cui alcuni proponenti spregiudicati possano insinuarsi. Aver avuto un esempio concreto, come il progetto di Porpetto - sottolinea ancora Pellegegrino -, ci permette di confrontarci con una situazione reale, analizzando a subito sia i limiti che i vantaggi della norma. E' proprio grazie anche alla presenza di un comitato preparato e ricco di competenze professionali che il dibattito intorno a questo disegno di legge è così fertile".
L'esponente di Avs conclude ricordando che "lo strumento del Purg, a quasi 50 anni dalla sua approvazione, è il frutto di un lavoro concertato e trasversale di una buona classe politica che ha voluto salvaguardare il nostro territorio e che ha saputo avere la sensibilità necessaria per organizzare l'espansione sociale ed economica del tempo, ma contemporaneamente garantire la bellezza del paesaggio della nostra Regione. È lo spirito con cui anche noi oggi dobbiamo legiferare".
ACON/COM/rcm