“Sgomberi non bastano”: Marino (SIULP) accusa, serve un vero piano per i migranti
“Sgomberi e interventi isolati non risolvono la questione migratoria, servono interventi strutturali e radicali.” Con queste parole, Francesco Marino, Segretario Generale Provinciale del SIULP, esprime il suo punto di vista in merito allo sgombero avvenuto oggi presso il porto vecchio di Trieste.
“Non è un’emergenza, ma una nuova normalità”
Secondo Marino, il fenomeno migratorio non può più essere affrontato come un’emergenza occasionale, ma va riconosciuto come una nuova normalità che necessita di una risposta complessiva e sistematica. "Operazioni come lo sgombero odierno rischiano di diventare un mero teatrino propagandistico," ha dichiarato, sottolineando che simili azioni, spesso accompagnate da annunci altisonanti, finiscono per non produrre risultati concreti.
Critiche agli interventi di facciata
Marino critica duramente l’approccio attuale, definendolo un circolo vizioso che grava sia sui migranti sia sulla società. "I controlli ai confini e le operazioni di sgombero hanno costi che ricadono sui cittadini e sui poliziotti, senza migliorare sicurezza e decoro urbano." Secondo il Segretario, le azioni intraprese non restituiscono dignità ai migranti, non fermano il disagio sociale e non riportano ordine nelle città.
Promesse disattese e un bilancio negativo
Rivolgendo un duro monito alla classe politica, Marino sottolinea come, a distanza di due anni, molte delle promesse fatte si siano rivelate prive di sostanza: “Due anni fa si parlava di Hot Spot e strutture per affrontare la questione, ma oggi vediamo solo operazioni di mera pulizia, incapaci di produrre risultati tangibili”. A suo parere, sarebbe il momento di fare un bilancio e ammettere il fallimento delle politiche messe in atto, non solo da questo governo, ma da tutti quelli precedenti.
Le Forze dell’Ordine in un ruolo non loro
Un altro punto critico sollevato riguarda il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine. Marino denuncia come queste operazioni costringano i poliziotti a occuparsi di compiti che non rientrano nelle loro funzioni primarie, come l’accoglienza dei migranti.
Serve una nuova visione
Il Segretario del SIULP conclude con un appello: "Senza un approccio serio, radicale e strutturale, continueremo a sprecare risorse e a lasciare irrisolta una situazione che incide profondamente sul tessuto sociale della città." Un cambio di prospettiva appare necessario, non solo per garantire sicurezza e decoro, ma anche per restituire dignità e umanità a chi vive in condizioni di estrema precarietà.