Rotta Balcanica e migranti relegati ai margini dei propri confini e della storia, conferenza e mostra a Trieste

Rotta Balcanica e migranti relegati ai margini dei propri confini e della storia, conferenza e mostra a Trieste

Venerdì 21 ottobre presenteremo, alle ore 18 all’Antico Caffè San Marco di Trieste, il libro “Respinti. Le sporche frontiere d’Europa, dai Balcani al Mediterraneo” di Facchini e Rondi. Lo stesso giorno verrà inoltre inaugurata, alla presenza dell'autrice Chiara Fabbro, la mostra fotografica “Finding home. Immagini dalla Rotta Balcanica”. La mostra sarà visibile fino al 6 novembre, sempre al Caffè San Marco. L’evento fa parte della rassegna “ROTTE di migrazioni forzate, di diritti e di cittadinanza” ed è organizzato dal Consorzio Italiano di Solidarietà, RiVolti ai Balcani, Articolo 21 e dal Centro “Ernesto Balducci”. Scheda Libro I migranti forzati nel mondo sono oltre 100 milioni: sono in fuga da povertà, guerre, violenze, in cerca d’una vita migliore. L’Europa “democratica”, Italia compresa, ha però chiuso occhi e frontiere, delegando ai Paesi terzi il “lavoro sporco”, rinnegando i diritti umani, disseminando le rotte di ostacoli. Che cos’ha in comune Madina, bambina afghana, con il giovane curdo Abdul o con Awira, donna siriana? Sono tutti “respinti”, persone che la ricca Europa ha relegato ai margini dei propri confini e della storia. Questo libro non si limita a spiegare il significato di parole cupe, come “respingimenti”, “riammissioni”, “confinamenti”, ma ricostruisce con pazienza – dati alla mano e storie nel cuore – i tasselli della “strategia” che i Paesi Ue, Italia in primis, hanno adottato, nel silenzio dei media, per difendere le “sporche frontiere” di mare e di terra. La negazione del diritto di asilo, la vergogna dei campi, la violenza costantemente praticata nei confronti di persone inermi, costrette a vivere sospese e in condizioni inumane, a rischiare la vita nelle traversate, tra le dune, le onde, i boschi, la corrente dei fiumi e il filo spinato. Una decisa denuncia delle ipocrisie dei governi e delle istituzioni europee (inclusa l’Agenzia Frontex), pronti ad accogliere gli ucraini, applicando un odioso “due pesi e due misure”. Una nota di speranza grazie all’impegno delle Ong e dei “solidali”, singoli od organizzati. Con la prefazione di Gianfranco Schiavone e preziosi testi di Caterina Bove, Anna Brambilla, Riccardo Gatti, Maurizio Veglio, Cristina Molfetta. Per maggiori informazioni: https://altreconomia.it/prodotto/respinti/ Scheda mostra fotografica Sono migliaia le persone che ogni anno cercano di raggiungere l’Europa seguendo questa rotta. Vengono prevalentemente da Afghanistan e Pakistan, ma molti sono anche coloro che arrivano da altri Paesi, quali Iran, Iraq o Siria. Fuggono da conflitti, persecuzioni o privazioni e sono alla ricerca di una vita dignitosa. Da quando la rotta ha iniziato ad attraversare la Bosnia ed Erzegovina, nel 2018, il Paese è diventato per loro una fermata obbligata. Uomini, donne e bambini vengono infatti regolarmente respinti quando cercano di attraversare il confine con la Croazia, nel cosiddetto “game”. Sono frequenti i resoconti di respingimenti violenti e la maggior parte delle persone riferisce di aver tentato il “game” molteplici volte. Costretti a vivere per mesi, a volte persino anni, nei corridoi freddi e anneriti degli edifici abbandonati e negli accampamenti di fortuna, in un limbo dove il tempo sembra essersi congelato.