“Non governano più”: AVS demolisce il centrodestra “solo frecciate e regolamenti di conti”
La nota congiunta di Moro e Cimolino: “non discutono soluzioni, ma cappelli e colpe”
Scontro politico in piena regola a Trieste. Elisa Moro e Tiziana Cimolino, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, intervengono con una nota congiunta attaccando duramente la maggioranza di centrodestra, accusata di essere ormai entrata in una competizione elettorale interna che starebbe paralizzando il governo della città.
Il tono è diretto: “A Trieste il centrodestra è in piena competizione elettorale interna, e lo fa nel modo più tossico possibile: facendosi le scarpe a vicenda”. Secondo AVS, il confronto interno non sarebbe orientato a risolvere i problemi della città, ma a regolare conti tra correnti e figure politiche.
“Non parlano di città, ma di chi deve mettere il cappello su cosa”
Nel testo AVS sostiene che la maggioranza non sarebbe impegnata su progetti o risposte concrete, ma su una battaglia di posizionamento: “Non discutono di soluzioni per la città, ma di chi deve mettere il cappello su cosa, chi deve scaricare colpe, chi deve delegittimare il collega per guadagnare posizione nella propria corrente”.
Un’accusa che punta a descrivere un clima da guerra interna, più che da amministrazione quotidiana.
“Colpi di interviste e frecciate”: la maggioranza sotto tiro
Moro e Cimolino affermano che, osservando le dichiarazioni incrociate comparse in questi giorni sulla stampa, emergerebbe una maggioranza che “non governa più”, ma si misura a colpi di interviste, frecciate e rinfacciamenti. Viene delineata l’immagine di un centrodestra che avrebbe spostato il confronto dal merito delle decisioni alla continua competizione per il primato politico interno.
Bilancio, fondi e opere bandiera: “regolamento di conti permanente”
Secondo AVS, gli attacchi interni riguarderebbero diversi fronti: dalla gestione del bilancio ai fondi “messi” e “non spesi”, passando per il lavoro degli assessorati e perfino per il futuro delle cosiddette opere bandiera. Una dinamica definita come un “regolamento di conti permanente”, con un obiettivo preciso: indebolire l’altro per potersi presentare in futuro come il soggetto più affidabile davanti a elettorato e referenti politici.
“Se sono già in campagna elettorale contro sé stessi, smettano di parlare di buon governo”
La chiusura della nota è un nuovo affondo. AVS chiede che, se la maggioranza è già in campagna elettorale contro sé stessa, abbia almeno il pudore di smetterla di parlare di “buon governo”. Per Moro e Cimolino “l’unica cosa che funziona è il sabotaggio reciproco”, con un messaggio finale molto netto: “Una città non può essere amministrata come fosse una gara interna a chi sopravvive politicamente”.