“Non chiamatele baby gang”, Adesso Trieste ha richiesto e ottenuto un’audizione in V circoscrizione dedicata al tema della violenza minorile

Molto partecipata la seduta del 27 settembre della Quinta Circoscrizione  in cui si è parlato dei recenti episodi di disagio giovanile avvenuti nel rione di San Giacomo che hanno portato all'identificazione di un gruppo di ragazzini da parte di un nucleo speciale della polizia locale. 
 
Hanno risposto all'invito della Presidente della Circoscrizione Novel l'assessore De Blasio, l'assessora Matteoni, il vicecomandante della Polizia Locale Jerman la dirigente dell'Istituto Comprensivo Bergamas Modanese, la dott.ssa Brecel, p.o. dell’area Educazione e la dott.ssa Lucchetta, coordinatrice del ricreatorio Pitteri.
 
"Non chiamatele baby gang: sono ragazzini in povertà educativa, spesso abbandonati non solo dalle famiglie, ma dall'intera comunità di adulti che non trova i tempi e i modi di ascoltare e recepire i loro bisogni" affermano a più voci i presenti tra educatori, insegnanti e genitori, tra cui Riccardo Taddei e Matteo Antonante rispettivamente responsabile ed educatore del progetto Smac (San Martino al Campo) contro la dispersione scolastica nonché membro, quest'ultimo, del Comitato Insieme per San Giacomo; don Rudy, parroco di San Giacomo, suor Giovanna, insegnante di matematica al Ciofs/Oma ed educatrice presso i Salesiani e Katia Terpin, docente alla Bergamas.
 
Non baby gang, insomma, ma ragazzini da supportare, da stimolare e con cui parlare. Un tema delicato e complesso che va trattato facendo rete tra chi a  diverso titolo interagisce con i ragazzini e con le loro famiglie: scuola, ricreatori, oratori, associazioni e privato sociale. 
 
“Queste situazioni vanno affrontate con una progettualità che vada oltre all’emergenza - ha affermato Federico Zadnich di Adesso Trieste - c’è bisogno di un tavolo permanente di confronto e di reintrodurre un equipe di educatori di strada. San Giacomo è un rione vivo dove i ragazzi giocano ancora nelle piazze - aggiunge Zadnich - mancano però luoghi di aggregazione informale come campetti da calcio e basket. Come Circoscrizione li stiamo chiedendo".
 
"Ci aspettavamo di conoscere dagli interlocutori non solo le azioni previste per affrontare le situazioni di disagio emerse, ma anche i percorsi che dovranno necessariamente seguire per sostenere chi vive in situazioni  di povertá educativa, in un'ottica di prevenzione" dichiara la presidente Novel. "Lo scambio è stato decisamente produttivo ed arricchente, grazie all'apporto di tante professionalità ed esperienze diverse”
 
Un elemento, questo, che dovrà essere affrontato in concertazione con altri assessorati. "Il tema del reperimento delle risorse non è secondario" ricorda Barbara Chiarelli, che ha posto agli assessori presenti una domanda molto specifica. "Serve intervenire in tre direzioni: sui luoghi, con progetti, dedicando risorse economiche ed umane: a che punto siamo?"
 
De Blasio ha affermato che c'è la volontà da parte del Comune di Trieste di affrontare le problematiche emerse cercando in primis di comprendere i motivi che le generano: “l'educativa di strada è uno strumento che potrebbe funzionare, andrebbe fatto un tentativo”. Matteoni ha sottolineato che l'educativa di strada non compete all'assessorato all'educazione, ricadendo nell'area servizi sociali; necessario quindi un confronto con l'assessore Grilli.