Francesco Russo: «Ho un tumore al pancreas»

Francesco Russo: «Ho un tumore al pancreas»

Pubblichiamo da Francesco Russo

Questo post è personale. E, tra quelli che ho pubblicato, sicuramente uno dei più difficili da scrivere.
So che è la cosa giusta da fare perché per me, anche in politica, il rapporto umano ha sempre avuto la precedenza su idee, proposte, strategie, vittorie o sconfitte. E se, come credo, ogni rapporto vero si basa sulla trasparenza, non si può essere sinceri nella vita pubblica ma nascondere ciò che di importante accade lontano dai riflettori.
Ho un tumore al pancreas: l’ho scoperto pochi giorni fa dopo un breve periodo in ospedale cominciato con una visita per quello che sembrava un semplice malessere.
Mi aspetta una battaglia impegnativa ma sono stato fortunato: è di quelle che si possono vincere.
Scoprire una cosa del genere cambia certamente il modo in cui si guarda alla vita e aiuta anche a rimettere in ordine le proprie priorità. Il personale, come ho scritto, è spesso politico, ma il privato non è tutto pubblico: capirete allora se in alcuni momenti vi chiederò un po’ di discrezione, soprattutto per rispetto verso la mia famiglia.
Che, in questo periodo, assieme agli affetti più cari, avrà, se possibile, un ruolo ancora più centrale nella mia scala delle priorità.
Vi chiedo anche un pizzico di pazienza in più. Accanto alla mia attività istituzionale, infatti, nei prossimi mesi dovrò mettere in agenda qualche “tagliando medico”: potrà capitare che non sempre riuscirò a rispondere con la stessa puntualità di prima. Ma continuerò a farlo con tutti, come sempre.
Scrivendo queste righe, non ho potuto non pensare ai tanti che, in questo momento, stanno affrontando prove difficili. A loro dico che non c’è niente di cui vergognarsi e non può essere certamente una malattia a descrivere ciò che siamo.
Lo credo davvero ed è con questo spirito che affronterò i prossimi mesi. Con la consapevolezza di chi sa che c’è sempre una Speranza - anche nei momenti più difficili - e la convinzione di poter trovare un senso anche alle cose più complicate da accettare.
Non sarà qualche cellula impazzita a fiaccare la mia passione ed il mio impegno civile. Avere l’onore e la responsabilità di rappresentarvi, interpretando l’attività politica come servizio alla comunità, è quello che ho sempre desiderato e per cui ho duramente lavorato con tanti di voi in questi anni.
Alcuni risultati importanti li ho raggiunti ma non sono uno a cui piace lasciare le cose a metà: so di avere un obiettivo, lo stesso che ha animato il mio impegno per Trieste di questi anni, iniziato con la sdemanializzazione di Porto Vecchio.
Dopo ogni batosta mi sono rimboccato le maniche e ho lavorato con ancora più determinazione.
Potete stare certi che lo farò anche stavolta.