Dell’Agata “Trieste sta fiorendo”, Tronchin “il turismo va governato davvero” (VIDEO)
Nel consueto appuntamento serale di Trieste Cafe, condotto dal direttore Luca Marsi, si è acceso il confronto tra Giampiero Dell’Agata, consigliere comunale della Lega, e Alessandro Tronchin, segretario provinciale del Partito Liberal-democratico.
Al centro del dibattito uno dei temi più ricorrenti con l’arrivo della bella stagione: la movida e la convivenza tra diritto al divertimento e diritto al riposo dei residenti.
“Non è una scelta tra controlli o spazi – ha dichiarato Giampiero Dell’Agata – ma serve un’integrazione tra entrambi. I controlli sono necessari per colpire l’inciviltà, non la socialità”. Il consigliere ha sottolineato come la concentrazione della movida in alcune aree del centro renda difficile la convivenza, indicando come soluzione la creazione di spazi alternativi per i giovani, più adatti e meno impattanti sui residenti.
Sulla stessa linea anche Alessandro Tronchin, che ha evidenziato come il tema si ripresenti ciclicamente da anni: “Non possiamo continuare a discutere senza dare risposte. Servono spazi concreti, pensati oggi per evitare gli stessi problemi domani”.
“Così non può funzionare”: la convivenza resta difficile
Nel corso del confronto è emersa chiaramente la difficoltà di una convivenza equilibrata nelle condizioni attuali. Dell’Agata ha parlato apertamente: “Come adesso la vedo difficile. Rumori, schiamazzi e musica fino a tarda notte sono un problema reale per chi abita in quelle zone”.
Tronchin ha ribadito la necessità di uscire da una contrapposizione rigida: “Non dobbiamo scegliere tra due diritti. Una città deve garantire sia il riposo dei cittadini sia la possibilità di svago per giovani e studenti”.
Entrambi hanno indicato come possibile soluzione una pianificazione più lungimirante, con il coinvolgimento sia del pubblico sia del privato.
Porto Vecchio e nuovi spazi: la chiave per il futuro
Uno dei punti centrali del dibattito è stato il possibile utilizzo di nuove aree urbane, in particolare il Porto Vecchio, come spazio alternativo per eventi e aggregazione.
“Abbiamo un’area enorme – ha osservato Tronchin – e dobbiamo iniziare a pensare già oggi a spazi fruibili anche per i giovani, per evitare che i problemi si ripetano in futuro”.
Un’idea condivisa anche da Dell’Agata, che ha sottolineato come la movida non possa continuare a svilupparsi esclusivamente nei bar del centro, ma necessiti di luoghi dedicati e strutturati.
Turismo, crescita e identità: il secondo fronte del dibattito
Il confronto si è poi spostato sul tema del turismo, sempre più centrale per la città, soprattutto in vista dei ponti primaverili e della stagione estiva.
“Trieste non sta perdendo la propria identità, sta fiorendo” ha dichiarato Dell’Agata, evidenziando l’aumento dei pernottamenti e la crescita dell’attrattività della città.
Una visione positiva, che però deve fare i conti con la gestione dei flussi. Tronchin ha infatti posto l’accento su un punto critico: “Il turismo finora è cresciuto, ma non è stato governato come sistema. Serve una pianificazione a medio e lungo termine”.
Due visioni a confronto, una sfida comune
Se da un lato emerge soddisfazione per i risultati raggiunti, dall’altro si evidenzia la necessità di una gestione più strutturata e lungimirante, sia per la movida sia per il turismo.
Il confronto di Trieste Cafe ha così messo in luce due approcci diversi ma complementari: da una parte la valorizzazione della crescita, dall’altra la richiesta di programmazione e visione strategica.
Un dibattito destinato a proseguire, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, quando questi temi torneranno inevitabilmente al centro della vita cittadina.
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