Imigrazione, Ics «Nessuna emergenza a Trieste e in Regione grazie a nostra competenza»

Imigrazione, Ics «Nessuna emergenza a Trieste e in Regione grazie a nostra competenza»

«Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sicurezza Roberti sulla sospensione di Schengen non meriterebbero una particolare attenzione, se non fosse che permettono di evidenziare con chiarezza, da un lato, l’inconsistenza delle proposte che vengono avanzate e, dall’altro, la loro pericolosità per la società italiana». Lo rileva Ics. «Non c’è in regione e a Trieste - ancora Ics - alcuna emergenza, perché i pur numerosi arrivi di richiedenti asilo vengono gestiti ogni giorno con ordine e professionalità da parte di tutti i soggetti istituzionali e associativi coinvolti nel sistema dell’accoglienza diffusa, contro il quale Roberti si è scagliato innumerevoli volte». «La maggiore disponibilità - ancora -  di posti nelle diverse aree del territorio nazionale ha fatto sì che, da alcuni mesi, sia stato possibile per la Prefettura e il nostro ente organizzare in maniera più efficace e veloce i trasferimenti in altre città italiane di quella parte dei rifugiati che non è possibile assorbire nel sistema locale, così che non si sono più verificate situazioni di mancanza di posti, ed è stato persino possibile chiudere alcune strutture più emergenziali come alcuni alberghi, obiettivo che l’ICS si prefiggeva da tempo». «Il vacuo allarmismo - continua Ics -  di Roberti, oltre che fuori luogo, è inoltre pericoloso nella misura in cui, dopo la boutade del muro invocato dal governatore Fedriga (che ha invero suscitato più ilarità che non scalpore) invoca ora, nell’Europa libera da frontiere interne, un'anacronistica e fumosa impermeabilizzazione delle frontiere e una sospensione degli accordi di Schengen sulla libera circolazione». «Quest'ultima - conclude - misura avrebbe conseguenze devastanti sull’economia locale e sulla vita materiale e sociale degli abitanti di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, ostacolandone gli spostamenti e riportando così indietro l’orologio della Storia ai tempi della cortina di ferro».