Minori stranieri non accompagnati, allarme Comune: «A breve può diventare emergenza»

Minori stranieri non accompagnati, allarme Comune: «A breve può diventare emergenza»

“Siamo preoccupati da quella che può diventare a breve un'emergenza: mi riferisco ai flussi di questi giorni di minori stranieri non accompagnati nel nostro territorio”, così l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste Carlo Grilli, che continua: “la legge comunitaria e quella nazionale disciplinano compiutamente le tutele da porre in atto nei confronti dei minori stranieri non accompagnati, e si tratta di un insieme di misure atte a garantire il superiore interesse del minore, ma, per calarci nella nostra realtà, il fatto che siamo un'area di frontiera comporta un'esposizione enormemente maggiore di altre zone del Paese al fenomeno delle migrazioni e alle conseguenti problematiche connesse alla presenza nel territorio dei minori non accompagnati. Governare questi flussi sta diventando estremamente complesso, specie in concomitanza con le misure di prevenzione e contenimento del contagio da Coronavirus da attuare in questa fase dell'emergenza epidemiologica (tutti i minori devono infatti essere sottoposti al tampone e osservare il periodo di quarantena in strutture dedicate).

In collaborazione con la Prefettura di Trieste e con la Regione FVG stiamo cercando in ogni modo di far fronte all'emergenza - abbiamo anche provveduto a fornire una sistemazione a minori di competenza di un Comune vicino, nell’ottica della collaborazione solidale fra le istituzioni che è conditio sine qua non in ogni situazione critica ed emergenziale – ma potremmo davvero entrare in sofferenza, se i flussi dovessero proseguire in questi termini o addirittura aumentare, col favore della bella stagione”.

Questi i dati:

- Minori stranieri non accompagnati ospitati dal 01/01/2019 al 30/07/2019: tot. 282

- Minori stranieri non accompagnati ospitati dal 01/01/2020 al 30/07/2020: tot. 453

Solo fra giugno e luglio 2020 ci sono stati 227 nuovi arrivi.

L'Assessore ha precisato che, nonostante la normativa, sulla carta, favorisca anche altre forme di accoglienza (l’affidamento in famiglia, la figura del tutore) quasi tutti i Misna, di fatto, vengono ospitati presso comunità di accoglienza dedicate, che devono soddisfare gli standard minimi dei servizi e dell'assistenza forniti dalle strutture residenziali per minorenni ed essere autorizzate o accreditate ai sensi della normativa nazionale e regionale in materia. Il che comporta costi elevatissimi, e una disponibilità di posti limitata, perché tali strutture, comprensibilmente, non sono numerose.

“Teniamo anche presente che presto riapriranno le scuole - ha aggiunto l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste - e si dovrà dunque anche evitare di rivolgersi a strutture o comunità situate in prossimità degli edifici scolastici, il che inficia ulteriormente la nostra possibilità di intervento”. Da qui la necessità, a suo giudizio, di porre in atto, con urgenza, una soluzione ragionevole e di facile attuazione logistica, analogamente a quanto si fa nell'ambito delle misure di accoglienza dei rifugiati adulti, ovvero di prevedere una redistribuzione dei Misna all'interno del territorio nazionale. “Di concerto con l’Assessore regionale alle Autonomie Locali, che sento costantemente in questi giorni, mi farò parte attiva – ha concluso l'Assessore – per sensibilizzare in tal senso il Ministero competente, perchè abbiamo bisogno urgente di una disciplina più aderente alle specificità dei diversi territori”.

L' Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste ha poi colto l'occasione per esprimere stima e riconoscenza nei confronti degli operatori delle associazioni e delle cooperative che si sono messe a disposizione per collaborare alla gestione di questa criticità, per l’impegno profuso nell'attività di accoglienza e di accompagnamento dei minori.