Turismo a Trieste, nasce la cabina di regia: “Rete di imprese” e regia unica per coordinare la città (VIDEO)
Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe dedicata al turismo, Maurizio Giudici, presidente di Federalberghi, ha spiegato che per Trieste “si è trovato il giusto equilibrio” e che il percorso avviato porta verso una cabina di regia “costituita e operativa” entro metà anno. Giudici ha attribuito il passaggio a un lavoro condiviso, parlando di “gioia da parte di Federalberghi” e, più in generale, delle categorie economiche, accompagnato da un ringraziamento rivolto all’amministrazione comunale per il supporto lungo l’inizio del percorso.
Giudici: “Non è immediatezza, il turismo ragiona su tempi lunghi”
Giudici ha chiarito che il turismo, per sua natura, non produce effetti immediati. In diretta ha sottolineato che il lavoro della cabina di regia potrà essere “palpabile pienamente nel 2027”, perché gli effetti di una programmazione strutturata richiedono tempo per diventare visibili. Allo stesso tempo, ha precisato che questo non significa immobilità nel 2026: secondo quanto affermato dal presidente di Federalberghi, “ci sono parecchie iniziative in serbo” e la città dovrà essere pronta ad accogliere “i suoi 1.665.000 e più turisti anche per il 2026”, un numero che, nella sua impostazione, rappresenta già un punto di partenza concreto da gestire.
Che cos’è la cabina di regia secondo Giudici: “Una rete che già esiste”
Alla domanda su cosa sia la cabina di regia e su cosa dovrà occuparsi, Giudici l’ha definita una “rete”, spiegando che “di fatto già esiste” ma va resa stabile e completa, con alcuni “elementi” ancora da inserire. L’idea, nel racconto dato in diretta, è far sedere nella stessa struttura “tutti gli attori principali del sistema turistico triestino”, in modo da trasformare un insieme di azioni parallele in un sistema coordinato, con una direzione riconoscibile.
Chi deve sedere nella cabina di regia: “Tutti gli attori del sistema turistico”
Giudici ha elencato i soggetti che, secondo lui, devono essere presenti nella cabina di regia. In diretta ha citato Federalberghi, FIPE con cui ha rivendicato “ottima sinergia” e “comunione di intenti”, FIAVET con il presidente Campaiola, e realtà strategiche come Trieste Terminal Passeggeri. Ha aggiunto che dovranno esserci i teatri, perché Trieste, secondo quanto da lui evidenziato, ha “un’offerta turistica culturale importantissima”, e ha indicato il Teatro Rossetti come esempio di lavoro efficace sulla destagionalizzazione. Giudici ha poi richiamato Trieste Trasporti, l’aeroporto e i rappresentanti dell’altipiano carsico, con un obiettivo dichiarato: una “gestione integrata della destinazione turistica”. Nella stessa sequenza, ha chiesto scusa per un’assenza iniziale nell’elenco e ha indicato il Generali Convention Center, definendolo un “polo di eccellenza” e ricordando che ha ospitato un evento nazionale legato ai centri congressi.
Destination manager e piano quinquennale: “Fare sistema e programmare”
Per Giudici, la cabina di regia non può essere solo un tavolo di confronto. In diretta ha spiegato che dovrà essere “capitanata da un destination manager”, la figura professionale che, nelle sue parole, “fa sistema e promuove le destinazioni turistiche”. Il compito diventa quindi quello di “gestire” e “programmare” lo sviluppo turistico “in modo strutturato” attraverso un piano “quinquennale”, cioè un masterplan che costruisca una visione nel medio periodo e non una somma di iniziative episodiche. La parola chiave, nel suo intervento, è coordinamento: mettere a sistema capacità e attività già esistenti per ottenere un turismo “più coordinato”.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA