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Cronaca

Rende la vita dall'ex e dei familiari impossibile tra danneggiamenti, atti persecutori e minacce: ARRESTATO!!

Luca Marsi·

Con l’arresto in applicazione della misura cautelare in carcere a carico di D’ALIESIO Carlo Adriano, operaio 31enne di Cervaro  (FR), si sono concluse nel pomeriggio di ieri le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Gemona del Friuli (UD), sotto la direzione della Procura della Repubblica di Udine, avviate già nel mese di febbraio 2020 a seguito della denuncia della ex convivente, una giovane 30enne, anche lei originaria della provincia laziale.

Il frusinate, già indagato per i reato di atti persecutori, si era trasferito alcuni anni orsono in Friuli, insieme alla parte offesa, trovando lavoro presso una importante azienda tolmezzina, dal quale si era recentemente licenziato dopo essere stato formalmente indagato dall’arma gemonese ed essere stato raggiunto da un primo provvedimento di divieto di avvicinamento.

Nonostante il recente rientro nella provincia natia, i comportamenti molesti e intimidatori del D’ALIESIO nei confronti della ex convivente, rimasta a vivere a Gemona del Friuli (UD), non si erano interrotti,  anzi, si erano reiterati, anche  nei confronti dei familiari della vittima, residenti a Cassino (FR) e del nuovo fidanzato della p.o., un giovane impiegato 34enne residente nel comune pedemontano. Anche costoro, nel mese di ottobre scorso, avevano formalizzato presso i rispettivi Comandi dell’Arma territoriale le denunce nei confronti del D’ALIESIO, per le ipotesi di reato di danneggiamento, minacce, lesioni  ed altro.

Di pari passo non si era mai interrotta l’attività di indagine e di tutela della parte offesa posta in essere dai Carabinieri di Gemona del Friuli, tanto che a fronte di nuovi riscontri circa la penale responsabilità dell’indagato e all’acquisizione delle successive risultanze investigative, la Procura della Repubblica di Udine, aveva chiesto e ottenuto la misura cautelare più’ restrittiva, vista l’inefficacia della precedente, che è stata prontamente eseguita nel primo pomeriggio di ieri dai Carabinieri di Cervaro (FR), comune nel quale era tornato a vivere l’indagato e che erano stati “attivati” dai colleghi friulani.

 

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