Presentato oggi il programma delle iniziative per celebrare il centenario della morte di Attilio Hortis

Presentato oggi il programma delle iniziative per celebrare il centenario della morte di Attilio Hortis

Il Comune di Trieste ha presentato questa mattina il ricco programma di iniziative per celebrare il centenario della morte di Attilio Hortis (1850-1926).

 

Intellettuale di respiro europeo, studioso, bibliotecario, uomo politico e protagonista della vita pubblica triestina tra Otto e Novecento, Attilio Hortis ha saputo unire l’impegno per la ricerca e la tutela del patrimonio con una profonda attenzione alla costruzione di un futuro culturale per la città.

 

Icalendario delle iniziative organizzate per celebrare una delle figure più significative della storia culturale e civile della città giuliana, è stato illustrato nella sala Sala Forum del Museo LETS – Letteratura Trieste dall’assessore alle Politiche dell'Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste, Maurizio De BlasioSono intervenuti il presidente del Rotary Club Trieste, Luciano RenniClaudia Crosera per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, la referente della Biblioteca Civica A.Hortis, Gabriella Norio e la restauratrice, Claudia Ragazzoni.

 

E’ stata ripercorsa la complessità della figura di Hortis: direttore della Biblioteca Civica per quasi cinquant’anni, studioso di Petrarca e Boccaccio, animatore della Società di Minerva e dell’“Archeografo triestino”, ma anche consigliere comunale e deputato al Parlamento di Vienna.

 

Il percorso commemorativo vuole restituire non solo l’importanza del suo lavoro di studioso e bibliotecario, ma anche la sua eredità civile: un’idea di cultura come bene comune, strumento di crescita e di coesione, e come presidio di identità e apertura europea.

 

La giornata di oggi è un momento di ricordo, di celebrazione ma anche di stimolo – ha dichiarato l’assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, Maurizio De Blasio.“Parlare di Hortis vuol dire non solo leggere la storia del nostro territorio e della nostra città ma prendere elementi e spunti per guardare al futuro. Vogliamo promuovere il suo patriottismo, l’amore per la propria città e soprattutto la passione per la lettura e per la conoscenza. Per questo motivo, abbiamo coinvolto anche gli studenti dell’Istituto Nautico, per invitare le nuove generazioni a riscoprire questo illustre concittadino che tanto ha dato e può ancora dare alla città”.

 

 

Conclusa la conferenza stampa, nel giardino che corona la piazza intitolata a Hortis, si è svolta la cerimonia di scoprimento del busto di Attilio Hortis, opera dello scultore Giovanni Mayer, restaurato per l’occasione grazie al contributo del Rotary Club.

 

Il monumento è monito per le generazioni future – ha detto il presidente del Rotary Club Trieste, Luciano Renni. “In un mondo dominato dalla fretta e dal digitale, ci ricorda che la vera ricchezza sta nella cultura che Hortis ha voluto difendere e sostenere”.

 

 

Il restauro rappresenta un segno tangibile di attenzione verso il patrimonio monumentale cittadino e, insieme, un omaggio alla figura di Hortis, a cui Trieste ha dedicato non solo la Biblioteca Civica (intitolata nel 1950), ma anche la piazza antistante Palazzo Biserini, sede storica della biblioteca.


“Con questo intervento - ha dichiarato la funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, Claudia Crosera – riusciamo ad apprezzare la bellezza di questa scultura realizzata da un grande artista come Giovanni Mayer e al tempo stesso conservare gli elementi che questa scultura, con tutto il suo flusso di storia dal 1927 a oggi, ha subito”.

 

Come ha spiegato la restauratrice Claudia Ragazzoni, l’intervento ha previsto la pulizia del busto da muschi e licheni attraverso l’applicazione ripetuta di un innovativo prodotto biocida. In accordo con la Soprintendenza, i restauratori, non potendo ricostruire arbitrariamente il naso di Attilio Hortis vandalizzato in passato, hanno optato per una soluzione intermedia che permettesse di dare un’unità di lettura alla scultura, senza arrivare ad una ricostruzione troppo arbitraria e non rispettosa dell’opera di Mayer.

 

Contestualmente è stata presentata l’esposizione “Attilio Hortis. L’eminente. 1926–2026”, un percorso composto da pannelli e materiali che ripercorrono le tappe fondamentali della vita e dell’opera di Hortis: dall’infanzia e formazione precoce, alle grandi ricerche umanistiche, fino alla direzione della Biblioteca Civica e all’impegno politico e civile.

 

L'esposizione sarà itinerante e ospitata nelle diverse sedi delle Biblioteche Civiche di Trieste, secondo il seguente calendario:

  • 23 febbraio – 22 marzo: Palazzo Biserini (cortile interno), piazza Hortis 4

  • 25 marzo – 26 aprile: Biblioteca “Pier Antonio Quarantotti Gambini”, via delle Lodole 7

  • 29 aprile – 31 maggio: Biblioteca “Stelio Mattioni”, via Petracco 10

  • 5 giugno – 5 luglio: Biblioteca “Lina Marii Marinelli”, via Pasteur 44

 

Accanto al percorso espositivo fisico, sarà possibile approfondire i contenuti della mostra attraverso un percorso digitale online, curato da Cristina Fenu ed accessibile inquadrando un QRcode disponibile sui pannelli.

 

Il percorso digitale offrirà ulteriori materiali, testi e approfondimenti che verranno man mano implementati, ampliando l’esperienza di visita e rendendo accessibile il progetto al più ampio pubblico.

 

Tra le iniziative che accompagneranno l’avvio del centenario, sul sito istituzionale della Biblioteca Hortis (https://bibliotecacivicahortis.it/ ), nella pagina dedicata alle iniziative del centenario hortisiano, sarà pubblicato anche un podcast con una sintesi divulgativa del celebre discorso “Per la Università italiana di Trieste”, pronunciato da Hortis alla Camera dei Deputati di Vienna il 18 marzo 1902, dedicato alla richiesta di un’Università italiana a Trieste.

 

Il discorso rappresenta uno dei momenti più intensi della sua azione politica e culturale: una battaglia che, nelle parole di Hortis, è insieme rivendicazione di diritti, difesa dell’identità e progetto di futuro. Il podcast sarà accessibile anche tramite QR code inquadrabile dai pannelli espositivi.


 

Sabato 28 marzo 2026 dalle 10 alle 13 nello Spazio Forum del Museo LETS è prevista una giornata di studi. Il programma prevede interventi di studiosi e operatori culturali, tra cui Roberto Norbedo, Romano Vecchiet, Francesca Tamburlini, Francesco Peroni, Alessandra Sirugo, Luca Geroni, Cristina Fenu e Gabriella Norio.

 

Il centenario non sarà soltanto un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per coinvolgere pubblici diversi, con attività pensate per avvicinare bambini e famiglie alla figura di Hortis e ai luoghi che portano il suo nome.

 

Tra maggio e luglio 2026 sono previste:

  • un workshop per la realizzazione di caricature ispirate alla figura eclettica di Hortis

  • una caccia al tesoro “Ginkgo Biloba” nel giardino di piazza Hortis, rivolta all’ultimo anno delle scuole dell’infanzia

 

Le iniziative del centenario sono promosse dall’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dal Servizio Biblioteche del Comune di Trieste.

Il progetto è curato da Gabriella Norio, responsabile della Biblioteca Hortis, in collaborazione con Cristina Fenu, Luca Geroni e Susan Petri per la grafica.

 

Il centenario di Attilio Hortis vuole essere un’occasione per riflettere sul ruolo delle biblioteche oggi: luoghi di prossimità, coesione sociale e crescita civile, in dialogo tra conservazione e divulgazione.